21 agosto 2017
Aggiornato 23:30
Sociale

Biella, un corso di cucina per i richiedenti asilo

Si è concluso da pochi giorni il percorso formativo seguito da nove rifugiati. Obiettivo contribuire all'inserimento nella società dei corsisti attraverso il lavoro

BIELLA - Si è tenuta giovedì sera la serata conclusiva del corso di cucina iniziato a febbraio legato a un’iniziativa professionalizzante proposta da Sprar e Cas gestiti dalle cooperative Tantintintenti e Maria cecilia agli allievi dell’Iis «Gae Aulenti», ramo Alberghiero. Obiettivo del corso è di inserire nel tessuto sociale i profughi e consentirne l’integrazione, permettendo loro di imparare le basi di un mestiere. A fare da intermediario, il consorzio «Il filo da tessere», presieduto da Enrico Pesce, che annovera nel gruppo l’associazione «La rete», cui è affidata la gestione della mensa Caritas.

Il corso
E’ proprio la cucina della mensa de «Il pane quotidiano» di Caritas il luogo dove i due gruppi di studenti da dieci persone si sono alternati, in questi mesi, nelle lezioni in cucina, che sono state anticipate da una preparazione fornita dai docenti dell’istituto. Nove, invece, gli allievi richiedenti asilo coinvolti, due dei quali sono ragazze, con un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. Sono pakistani, nigeriani, senegalesi o vengono dal Gambia o dalla Siria.

Le opportunità
Due dei corsisti, tramite il servizio al lavoro al quale sono stati avviati da «Il filo da tessere», sono passati a un tirocinio in altri contesti lavorativi. «Questo aspetto è importante per la loro mobilità e perché il contesto alberghiero consente il vitto e alloggio per chi ci lavora», dichiara il Presidente Pesce. Soddisfatto anche il preside, Cesare Molinari, che ha creduto nel progetto, perché ha offerto agli studenti la possibilità di prendere consapevolezza dell’argomento immigrazione, attraverso una cittadinanza partecipata e consapevole. Si tratta anche di un trasferimento di nozioni di base che può consentire ai destinatari del corso di proporsi come aiutanti di cucina, mansione nella quale raramente s’inseriscono i nostri allievi.

La soddisfazione dei corsisti
Taswar Munwar, oggi presso il Cas di Zimone è Pakistano 25 anni.  Ha gli occhi entusiasti quando gli chiediamo del corso di cucina e ci dice: «ho imparato tante cose, non solo a cucinare i piatti tipici italiani ma anche a organizzare e pulire bene una cucina» e quanto gli chiediamo come si trova con gli studenti dell’alberghiero, ci dice «sono molto felice di stare con loro. Sono bravi con noi, pazienti e ci divertiamo insieme. Sto bene e mi piace cucinare» e il suo desiderio è di poterlo fare presso un ristorante. Aliou Diao, oggi presso lo Sprar di Biella, Senegalese. In Italia da un anno e mezzo e con un buon italiano appreso sui banchi dei corsi attivi per favorire l’integrazione ai richiedenti asili ci tiene a dire che «dal primo giugno inizierò il tirocinio in cucina in un agriturismo qui in zona. Devo ringraziare gli amici di Sprar che mi hanno aiutato a trovare il tirocinio e per il colloquio».

Gli studenti - insegnanti
E poi ci sono gli studenti insegnanti di turno della 4E del «Gae Aulenti», Luca Marazzato, Achraf Fadelkheir e Pietro Ribotto. Achraf e Pietro, sono felici di aver partecipato a questo corso, «difficile essere docenti - lo ammettono - la precisione è importante sia in come si spiegano i procedimenti sia in come si devono realizzare». E’ un nuovo punto di vista e si sento responsabili. Ci dicono «I ragazzi sono attentissimi, hanno una gran voglia di imparare e lo fanno in fretta. Aavevamo paura di non riuscire a comunicare e invece, è stato facile con la pazienza e gli esempi pratici. Ci troviamo molto bene con loro, abbiamo instaurato un bel rapporto di amicizia. Vorremmo poterlo rifare».