28 giugno 2017
Aggiornato 12:30
Cultura

“La scuola di Atene”: a Città Studi il dono del pittore Osvaldo Rubinelli

Ha trovato “casa” al I piano della palazzina universitaria, in una delle aule più prestigiose del campus biellese, l’opera fedele riproduzione di uno dei più importanti affreschi di Raffaello Sanzio, dipinto nei primi anni del Sedicesimo secolo.

Donazione del pittore Osvaldo Rubinelli “La scuola di Atene” a Città Studi (© Città Studi)

BIELLA - Ha trovato «casa» al I piano della palazzina universitaria di Città Studi, in una delle aule più prestigiose del campus biellese, l’opera donata dall’artista Osvaldo Rubinelli.

L'opera
Si tratta di una fedele riproduzione de «La Scuola di Atene», uno dei più importanti affreschi di Raffaello Sanzio, dipinto nei primi anni del Sedicesimo secolo su richiesta di Papa Giulio II e custodito a Roma nelle stanze dei Palazzi Apostolici, all’interno del percorso dei Musei Vaticani. Il quadro approda a Città Studi su suggerimento del Sindaco di Quaregna Katia Giordani che, conoscendo la volontà dell’artista di farne dono ad una scuola biellese, suggerisce la sede universitaria cittadina quale luogo più idoneo. Città Studi accoglie con piacere il gradito omaggio e la tela, cm 150x110, viene trasportata a Biella per prendere dimora tra le mura universitarie.

L'artista
Rubinelli, nato a Gattinara ma residente a Masserano, ha fatto per 50 anni l’imbianchino per necessità, mantenendo però sempre viva la passione per la pittura, sino al giorno in cui il suo talento viene notato dal conte Federico Avogadro che gli commissiona le decorazioni delle stanze della villa di Castelletto Monferrato e, in seguito, gli affreschi della tomba di Amedeo Avogadro, uno dei fondatori della teoria atomica moderna. Ad oggi Rubinelli ha all’attivo oltre duecento opere, tra cui «La Scuola di Atene» che da qualche giorno impreziosisce la parete dell’aula 100 di Città Studi. La tela ritrae un fitto dialogo tra filosofi, matematici e pensatori ed è unanimemente considerata una sorta di manifesto della concezione antropocentrica dell’uomo rinascimentale. Un gradito omaggio dell’artista biellese per ricordare agli studenti universitari che, grazie alle sue facoltà intellettive, l’uomo è in grado di dominare la realtà e di porsi simbolicamente al centro dell’universo.