11 dicembre 2017
Aggiornato 01:00
Economia biellese

Serralunga chiede il concordato di continuità

Documenti depositati in tribunale e piano industriale entro agosto. I vertici aziendali puntano a trincerare la situazione debitoria e trovare nuovi partner per il rilancio. L'amministratore delegato: «Piccolo non è più bello... Lavoriamo come e più di prima»

BIELLA – Serralunga va in concordato di continuità. Il brand biellese d’arredamento outdoor ha presentato a fine marzo la domanda di ammissione al Tribunale di Biella. La procedura, secondo i vertici interni, ha due finalità: in primis mettere al sicuro l’azienda dai creditori, ed in seconda battuta studiare una strategia di rilancio della produzione.

C’è tempo fino ad agosto per presentare un piano industriale
Il Tribunale nel frattempo ha fissato i termini per la presentazione di una proposta definitiva di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione dei debiti. La scadenza è per il prossimo mese di agosto. Nei prossimi 3 mesi nell’omonima via Serralunga si continuerà a produrre e si cercheranno soluzioni utili per proseguire un’attività viva da quasi 2 secoli. Nei mesi di transizione, l’azienda non potrà avvalersi di alcun atto di amministrazione straordinaria né effettuare pagamenti di crediti anterior,i senza il permesso del Tribunale, che ha nominato Paolo Garbaccio in qualità di commissario giudiziale.

Serralunga cerca nuovi partner per il rilancio
Dietro alla crisi dell’azienda biellese leader nella produzione di oggetti di design d’alta gamma e a forte componente progettuale, ci sarebbe un cambio di rotta nella distribuzione internazionale della produzione di settore, che penalizza le realtà di piccole dimensioni. Il piano industriale in preparazione entro l’estate metterà in campo la possibilità di coinvolgere dei nuovi partner e di rafforzare la presenza del brand in segmenti quali le forniture alberghiere e il settore «contract», vale a dire il chiavi in mano della progettazione immobiliare.

Parla l'amministratore delegato
«Lavoriamo come prima e più di prima - dice l'amministratore delegato, Marco Serralunga -. Il mercato negli ultimi quattro anni è profondamente cambiato. Purtroppo piccolo è bello non è più vero... Stiamo facendo di tutto per reperire nuove risorse e per fare sinergia».

I sindacati confidano in una soluzione positiva
Gli intenti di rilancio sono stati confermati anche in sede d’incontro con le parti sindacali: «L’azienda ci ha esposto i motivi di crisi che hanno portato alla richiesta di concordato – spiega Gloria Missaggia di Cgil – e sappiamo che sta lavorando per trovare nuovi partner economici, quindi rimaniamo in attesa conoscere il contenuto del piano industriale che verrà depositato nei prossimi mesi. Per ora tutti i lavoratori hanno percepito lo stipendio regolarmente e confidiamo nella volontà di risoluzione del momento d’impasse espressa dall’azienda».

Serralunga, un brand biellese dal 1825 
La tradizione di certo non manca, Serralunga nasce nel 1825 come conceria e passa in seguito alla lavorazione del cuoio a scopi industriali. Ma la vera rivoluzione arriva con l’introduzione della lavorazione della plastica e l’importazione dagli Stati Uniti del sistema di rotational design, dal quale nascono mobili moderni ed oggetti per l’illuminazione esterna rigorosamente made in italy.
Nello stabilimento di via Serralunga, cuore pulsante della produzione, vengono lavorate circa 1.200 tonnellate di plastica l’anno, che si trasformano nella mani dei 50 addetti interni di 200 mila prodotti di design, tra cui i celebri vasi da esterno.