19 agosto 2017
Aggiornato 18:30
Cultura

Una vita professionale in sei parole... E le storie diventano murales

Progetto che ha unito l’arte del narrare con quella del dipingere, tra Asl e Liceo Artistico. Così quelle parole scritte per sintetizzare il proprio vissuto di medici, di infermieri, di operatori, di amministrativi, oggi sono impresse sulle pareti dell’aula Monte Camino

I pensieri dipinti sui muri dagli studenti del liceo artistico di Biella (© Asl Biella)

BIELLA -  Raccontate la vostra storia professionale in sei parole. È l’invito che in questi mesi i dipendenti dell’Asl di Biella hanno ricevuto per aderire ad un progetto che ha unito l’arte del narrare con quella del dipingere. Così quelle parole scritte per sintetizzare il proprio vissuto di medici, di infermieri, di operatori, di amministrativi, oggi sono impresse sulle pareti dell’aula Monte Camino, spesso sede di corsi di formazione aziendali. Un progetto condotto dalla struttura Formazione e Sviluppo Risorse Umane, diretta dal dott. Vincenzo Alastra, in collaborazione con il Liceo Artistico G. & Q. Sella di Biella.

Il progetto
Da tempo la struttura dell’ Azienda sanitaria locale è impegnata nella promozione di interventi formativi e progetti volti a sviluppare le competenze narrative dei propri dipendenti e la dimensione narrativa degli ambienti che essi abitano esercitando la Cura. La narrazione e la riflessione alimentano un sapere che valorizza l’esperienza e, con questo progetto, si fanno anche linfa per sostenere una cultura organizzativa attenta alla cura, alla conoscenza, alla creazione e alla salvaguardia di ambienti votati al bene. Leggendo le frasi non è difficile comprendere il profilo e l’ambito professionale di chi le ha scritte: da Antonietta, operatore socio sanitario, che dice «appoggiati ti sosterrò passo dopo passo» a Tiziana, ostetrica, con il suo «raccolgo ogni giorno piccole impronte di vita» per poi passare ad Eugenia, amministrativa, con «avrei voluto curare persone, curo pratiche inseguendo sogni». Un universo di pensieri e di sentimenti che lasciano spazio a molte interpretazioni e che descrivono vissuti diversi: Simona, infermiera, con «nel cuore il tempo di ogni persona fragile»; Elena, medico, «ricercando sicurezza. Immersa nei dolori altrui» fino a Mario Alberto, oncologo, che rassicurante afferma «non sappiamo tutto, ma ci siamo». Ad accogliere e interpretare questi pensieri attraverso la potenza dell’arte sono stati i ragazzi di quarta, seguiti dalle professoresse Denise De Rocco e Nadia Landrino, nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro.