19 agosto 2017
Aggiornato 15:00
Pallacanestro Biella

De Vico saluta e si racconta

Ufficiale il passaggio in Serie A, a Reggio Emilia. Il capitano fa il bilancio di otto stagioni con il club rossoblù, tra giovanili e prima squadra, vittorie e amicizie

De Vico in palleggio. Il prossimo capitano sarà Marco Venuto? (© Aberto Tesoro)

BIELLA - Otto stagioni, dall'Under 17 alla fascia di Capitano della prima squadra. Il percorso più bello, il migliore che un giocatore possa costruire al fianco di un Club. Niccolò De Vico ce l'ha fatta e ora guarda avanti, al massimo campionato nazionale e a un nuovo capitolo della sua crescita di uomo e atleta, di una carriera ancora tutta da scrivere. Andrà a Reggio Emilia, in Serie A, in una piazza molto simile a Biella, accesa dalla passione di un popolo che cambia colore ma è pazzamente innamorato, come quello rossoblù, della palla a spicchi. Di questo e della sua avventura biellese, ricca di cartoline, emozioni, successi, Nik ne parla oggi, così, nella sua «casa per sempre», adesso che tutto è ufficiale.

L'arrivo a Biella
«Ricordo il mio primissimo giorno qui. Era l'anno prima di indossare la maglia delle giovanili. Federico Danna mi invitò a vedere una partita della Serie A a visitare le strutture, la foresteria. Quel giorno mi è rimasto particolarmente impresso. Notai la differenza che c'era rispetto alla mia Societa di Monza e il clima che si respirava al Biella Forum, appena costruito. Mi colpì tutta l'organizzazione».

Dall'Under 17 alla prima squadra
«Biella è stata la scelta migliore che potessi fare in quel momento. Il percorso dalle giovanili alla Serie A l'ho affrontato senza avere fretta. Forse avrei potuto arrivare in prima squadra un po' prima, però la verità è che sono soddisfatto così. Mi sono tolto tante soddisfazioni sia a livello giovanile che con la maglia della prima squadra. Non ho dubbi, rifarei tutto quello che ho fatto».

Il podio delle emozioni
«Tante. Ricordo molto bene le grandi emozioni della promozione con l'Under 19, quando partecivamo anche al campionato di C, e la vittoria della Coppa Italia a Rimini tre anni fa. Un'altra emozione grandissima però l'ho vissuta quest'anno, nel far parte della squadra che è riuscita a scrivere un incredibile record per la Società. L'ho fatto con orgoglio, da Capitano».

La tifoseria
«Sappiamo quanto il tifo sia importante qui a Biella. Gli ultimi anni li ho vissuti più da protagonista in prima squadra e mi sono accorto davvero di quanto un pubblico come il nostro possa fare la differenza per una squadra e una Città, e questo non solo la domenica durante le partite ma anche quando incontri la gente per strada in settimana. Specialmente negli ultimi anni mi sono reso conto di quanto affetto mostrino i biellesi ai giocatori che vestono questa maglia».

Un aneddoto dello spogliatoio
«Stagione scorsa, trasferta a Reggio Calabria. Prima della partita, nello spogliatoio, il buon Simone Pierich mise un dito nel sedere a Mike Hall pensando fosse Infa. Mike era girato e chinato e la prese bene. Ci siamo fatti tante risate».

Il Capitano
«Ho avuto la fortuna di giocare con grandissimi Capitani come Matteo Soragna, Luca Infante e Tommaso Raspino. Ho cercato di prendere da loro un po' tutto e di fare il meglio quest'anno, ho cercato di spingere sempre la squadra in allenamento, in partita, di tenere unito il gruppo. Sono soddisfatto, penso che sia andata più che bene».

Il futuro di Pallacanestro Biella
«Auguro a Biella il meglio. Avendolo vissuto pienamente, anche all'interno, posso dire che è un grandissimo Club, con un'organizzazione che è rimasta quella della Serie A. Purtroppo spesso sono i soldi a fare la differenza, però sono sicuro che Biella prima o poi tornerà nel massimo campionato. Ha basi, tifoseria e passione. Ce la farà».

Su Reggio Emilia
«È successo tutto abbastanza velocemente. Sono contentissimo di aver preso questa scelta. Andrò a giocare in un'altra Società che ritengo molto seria, organizzata, che punta sui giocatori italiani e sta cercando di avviare un nuovo progetto. Ringrazio la Pallacanestro Reggiana per l'occasione che mi ha dato. Sicuramente se è arrivata questa opportunità è grazie al percorso che ho fatto qui a Biella».

Otto stagioni a Biella in un titolo
«La famiglia».