17 agosto 2017
Aggiornato 11:30
Biella

Crack finanziario, trenta persone denunciate

Operazione della Guardia di Finanza, che ha condotto un'operazione lunga un anno. Gruppo di società dichiarate fallite per un ammontare di 150 milioni di euro

Il lavoro dei militari è durato oltre un anno (© Guardia di Finanza)

BIELLA - Nei giorni scorsi finanzieri hanno concluso un’indagine nei confronti di un gruppo di società, sia italiane sia estere, operante nel settore della produzione/commercio di abbigliamento. Le articolate indagini si sono concluse con il deferimento all’autorità giudiziaria di trenta persone, tra imprenditori e professionisti, responsabili a vario titolo, di bancarotta fraudolenta e in concorso tra loro. L’esecuzione della complessa attività d’indagine, avviata dopo la dichiarazione di fallimento e volta a verificare le cause del dissesto, ha permesso di appurare gravi irregolarità circa la condotta degli indagati.

I fatti
Le indagini, durate più di un anno, hanno consentito di individuare e quindi delineare l'operato degli amministratori di una società di capitali, costituito da una serie articolata e ripetuta di cessioni di beni e da altri atti negoziali, a titolo gratuito, a favore di diversi soggetti giuridici creati ad hoc ed operanti nello stesso settore e riconducibili agli stessi indagati, al fine di spoliare il patrimonio aziendale. Le operazioni fraudolente poste in essere venivano mascherate attraverso la sistematica falsificazione dei bilanci e delle scritture contabili. Il crack dell’intero gruppo delle società ammonta a circa 150 milioni di euro. La distrazione accertata in danno alla capogruppo, ammonta a 53 milioni di euro, ed è principalmente imputabile alle cessioni, a titolo gratuito, dell’intero magazzino composto da circa 7 milioni di capi, nei confronti di due società i cui titolari erano sempre della stessa famiglia degli amministratori della capogruppo. Questa attività ha lo scopo di tutelare i creditori, nella maggior parte dei casi dipendenti con famiglie a carico e/o piccoli artigiani, che restano i più danneggiati dalle condotte fraudolente commesse da imprenditori senza scrupoli.