19 agosto 2017
Aggiornato 18:30
Storia e cultura

Un incontro che cambia la vita, dove l’etą non conta

Sebastiano Ferrero fece carriera grazie ad una giovanissima Duchessa. Ecco la storia della bravura del diplomatico biellese che ebbe un ruolo centrale per il ducato di Savoia

Bianca di Monferrato e Sebastiano Ferrero (© Ufficio Stampa Comitato Sebastiano Ferrero di Biella)

BIELLA - Carlo I Duca di Savoia ebbe come soprannome «il Guerriero». Sua madre, Violante di Valois, era la sorella del Re di Francia Luigi XI che ne segui l’educazione. Carlo, aveva solo 15 anni quando prese a governare senza tutele e compì azioni vigorose per riportare ordine in Piemonte dove la piccola nobiltà provocava instabilità. Nel 1487 Carlo I guida il suo esercito nella guerra contro il Marchese di Saluzzo e nello stesso anno sposa Bianca di Monferrato; lui ha 19 anni e lei 15 ed un anno dopo nasce loro figlio Carlo Giovanni Amedeo. Poco dopo la vittoriosa guerra contro il Marchese di Saluzzo, Carlo muore, probabilmente avvelenato dopo un banchetto: aveva solo 22 anni. Alla sua morte seguirono agitazioni per frenare le quali furono convocati gli Stati generali a Pinerolo, ed in quella sede l’assemblea assegnò la Reggenza a Bianca di Monferrato vedova di Carlo, poiché l’erede al trono aveva solo due anni.

Un incontro che cambia il destino
Fu così che Bianca assunse la carica di Reggente: questa Duchessa di 18 anni il 25 maggio 1490 conferì a Sebastiano Ferrero, che allora di anni ne aveva 52, la Carica di Generale delle Regie Finanze. La cosa affascinate di questa vicenda è che di questa Duchessa - Reggente bambina conosciamo il volto: lei, insieme alla sorella Giovanna sono raffigurate nella cappella di Santa Margherita del Santuario di Crea, vicino ad Alessandria, in un affresco di cui loro padre, Guglielmo VIII Paleologo, Marchese di Monferrato, fu il donatore. Vediamo in questo ritratto una fanciulla spiritosa, con gli occhi vivacissimi ed una espressione rispettosa ma non sottomessa, ed è suggestivo pensare che fu il giudizio di questa così giovane donna, a cui fu data occasione di dare prova delle sue capacità di governo, a cambiare il destino di Sebastiano.D’altra parte il suo coraggio ed il suo temperamento non ci devono sorprendere; quella dei Palelogi, l’ultima dinastia a governare l’Impero Bizantino, è una delle famiglie più antiche di cui si ha notizia e la giovane Bianca ha certamente ricevuto le qualità per scegliere e comandare.

Un ruolo centrale per la diplomazia
Con il passare degli anni il ruolo di Sebastiano Ferrero diventa cruciale a tal punto nella diplomazia del ducato di Savoia che quando si deve scegliere chi andrà incontro al Re di Francia Carlo VIII, che si accinge ad attraversare Italia verso la conquista di Napoli, la ventiduenne duchessa Bianca, affida l’incarico proprio a lui. Questa missione si rivelerà determinate per il futuro di Sebastiano: anche in questo caso è necessario considerare l’età dei protagonisti: il Re di Francia ha 24 anni, il diplomatico piemontese 56.
Quando nel settembre del 1494  Sebastiano ed il suo seguito raggiungono la frontiera, vedono spiegarsi alla spalle del giovane sovrano francese un esercito di 30.000 uomini dotati di moderna artiglieria. Sebastiano stabilisce da quel momento un rapporto diretto con il Re, si fa garante dei percorsi e delle tappe e del cerimoniale: non poteva immaginare il nostro Sebastiano di star gettando i semi per un legame duraturo e che, nel giro di pochi anni, altri due re di Francia, Luigi XII e Francesco I, avrebbero chiesto i suoi consigli ed addirittura la sua ricchezza in prestito.

Contenuto realizzato da Comitato Sebastiano Ferrero di Biella