22 aprile 2019
Aggiornato 17:30
Musica

Candelo, al Ricetto torna «Summer in Jazz»

Ritorna come di consueto l'appuntamento estivo curatao dal Biella Jazz Club al ristorante il Torchio. Un ricco programma musicale per ogni giovedì del mese di luglio. Si comincia giovedì 6 luglio alle 21
«Summer in Jazz» al Ricetto di Candelo
«Summer in Jazz» al Ricetto di Candelo Shutterstock

BIELLA – Ritorna come di consueto l'appuntamento estivo con la Summer in Jazz curata dal Biella Jazz Club al ristorante il Torchio, un suggestivo angolo all'interno del Ricetto di Candelo. Anche quest'anno è previsto un grande programma musicale per ogni giovedì del mese di luglio. Si comincia giovedì 6 luglio alle 21 con il Quarteto Brazil con Rodrigo Amaral, chitarra e voce, Pietro Bonelli alla chitarra, Ezio Salfa, basso e Roberto Gianella alla batteria. Giovedì 13 luglio grande appuntamento con Silvia Fusè – Songbook, in concerto Silvia Fusè, voce, Carmelo Isgrò al basso, Walter Calafiore al sax, Massimo Serra batteria e Max Tempia alle tastiere. Giovedì 20 luglio appuntamento da non perdere con il Paolo Bonfanti Duo con Paolo Bonfanti, chitarra e voce e Ale Pelle alle percussioni e batteria. Chiude gli appuntamenti al Torchio il concerto dell'Amanda Blues Duo con Amanda Tosoni, voce e percussioni e Andrea Caggiari al basso, stop box e voce. Per informazioni e prenotazioni: 340 4213851, 0152499028

IL TORCHIO - Il Torchio 1763 di Candelo può essere senza problemi considerato uno dei ristoranti più interessanti di tutto il biellese (e non solo). Il ristorante il Torchio prende il nome dall’enorme Torchio sito all’interno dei suoi locali, attorno al quale i due soci proprietari, Antonio ed Alberto, hanno realizzato un locale di grande fascino e dal poderoso impatto scenico. Caratteristico il torchio, enorme, il più grande torchio che io abbia personalmente mai visto, vero protagonista dell’interno, centro di attrazione degli sguardi degli avventori: il macchinario trasuda tradizione e riporta alla mente momento lontani, quando (probabilmente nel 1700 appunto) l’intero borgo se ne serviva per pigiare l’uva per realizzare litri di prezioso vino.