16 novembre 2018
Aggiornato 03:00

Biella: agente della polizia salva un recluso

Il detenuto rientrato in cella aveva appiccato il fuoco alle suppellettili rischiando di morire. L'agente della penitenziaria è rimasto lievemente intossicato ed è dovuto ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso di Ponderano
Auto della Polizia Penitenziaria
Auto della Polizia Penitenziaria (ANSA)

BIELLA - Un agente della Polizia penitenziaria, in forza al carcere di Biella, è rimasto lievemente intossicato dal fumo per salvare un recluso che aveva appiccato il fuoco nella sua cella. L'episodio risale a giovedì 29 giugno. Da una prima ricostruzione dei fatti il detenuto, un africano di circa 30 anni, era stato riaccompagnato nel padiglione dopo aver parlato al telefono con il suo avvocato. Non si può sapere, ovviamente, cosa i due si siano detti, fatto sta che il 30enne deve essere uscito scosso dal colloquio. Forse si aspettava risposte positive, sulla sua situazione giudiziaria, che il penalista non poteva dargli. Così quando è rientrato in cella ha atteso che gli agenti che lo scortavano si allontanassero, e poi ha appiccato il fuoco alle diverse suppellettili.

AGENTE INTOSSICATO - Prima che la situazione degenerasse, e l'uomo restasse gravemente ustionato, è entrata in azione una squadra di poliziotti, i quali, mettendo a repentaglio la loro incolumità, sono riusciti a mettere in salvo il recluso. Uno degli agenti, purtroppo, ha respirato l'acre fumo sprigionatosi dagli oggetti incendiati ed è dovuto ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso di Ponderano. Poche ore dopo ha potuto far rientro alla Casa circondariale. Adesso il recluso verrà deferito all'autorità giudiziaria per il gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.