16 novembre 2018
Aggiornato 01:30

Mastini alias «Johnny lo Zingaro» fino a tre anni fa era in carcere a Biella

Era rinchiuso fino a tre anni fa nel carcere di Biella, nella sezione denominata, un tempo, a elevato indice di vigilanza, Johnny lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, il famigerato bandito allontanatosi venerdì 30 giugno dal carcere di Fossano
Giuseppe Mastini alias Johnny Lo Zingaro è evaso dal carcere
Giuseppe Mastini alias Johnny Lo Zingaro è evaso dal carcere (ANSA)

BIELLA - Johnny lo Zingaro fino a tre anni fa era in carcere a Biella. Da venerdì scorso si sono perse le tracce del famigerato bandito. Potrebbe trovarsi in compagnia di una donna. Era rinchiuso fino a tre anni fa nel carcere di Biella, nella sezione denominata, un tempo, a elevato indice di vigilanza, Johnny lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, il famigerato bandito allontanatosi venerdì 30 giugno dal carcere di Fossano. In regime di semi libertà, seppure con già due evasioni alle spalle, il 57enne invece di prendere il treno per raggiungere la Scuola di Polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, dove lavorava, è salito su un taxi e si è fatto accompagnare alla stazione di Genova-Brignole, dove è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Da lì si perdono le sue tracce.

POTREBBE NON ESSERE SOLO - Un paio le piste seguite dagli investigatori: una porta a Roma, dove è vissuto dalla nascita e dove ha commesso gran parte dei crimini, e l'altra in Francia. Il figlio di giostrai di etnia sinti potrebbe non essere solo. È infatti notizia dell'ultima ora, che frequentasse una donna originaria dell'est europeo. Qualcuno, al di là di tutto, ne deve aver favorito la fuga, vista la disponibilità di denaro, che gli ha permesso di pagare il taxista che lo ha portato fino al capoluogo ligure e proseguire in seguito il viaggio.

SEZIONE SPECIALE - Il fatto che, dopo la condanna all'ergastolo del 1989, seguita all'arresto avvenuto un paio di anni prima, si trovasse a Biella, non deve stupire. Negli anni la sezione Eiv, ora As1, ha ospitato detenuti di ogni genere. Agli inizi del 2000 a farla da padroni erano gli anarchici, sostenuti con manifestazioni e accampamenti all'esterno delle mura della casa circondariale da «amici in nero». Poi è arrivata la stagione dei detenuti politici, il cui passato trovava radici negli «anni di piombo»; e infine quella di soggetti di spicco della criminalità organizzata. In mezzo a loro, adesso, spunta il nome di Johnny lo zingaro.