16 novembre 2018
Aggiornato 01:30

Mottalciata, impiegata comunale vince una causa per mobbing

Laura Speranza si è vista riconoscere dal Giudice di primo grado 20mila euro di risarcimento dopo sette anni di contenzioso. Ora se ne riparlerà in Appello.
«Mobbing» all'impiegata dopo la malattia: condannato al risarcimento il Comune di Mottalciata
«Mobbing» all'impiegata dopo la malattia: condannato al risarcimento il Comune di Mottalciata (ANSA)

MOTTALCIATA - Ventimila euro di risarcimento. È  questa la condanna emessa, dal giudice del lavoro Elena Fumagalli, nei confronti dell'amministrazione comunale di Mottalciata, rea di mobbing e demansionamento nei confronti di un'impiegata. I fatti risalgono al 2010 quando Laura Speranza, responsabile dell'amministrazione generale del Comune, si ammala. Una degenza lunga, tanto che l'amministrazione la sostituisce, per permettere all'ufficio di andare avanti. Ma non basta. Quando l'impiegata ritorna in attività, si trova relegata a occuparsi di delibere e determinazioni. Un ruolo che lei vive come un'umiliazione. Inoltre viene sistemata in un ufficio, dove il computer non è nemmeno funzionante.

SE NE RIPARLERÀ IN APPELLO - A quanto risulta, le sue rimostranze vengono schernite dall'amministrazione. È a quel punto che Laura Speranza decide di rivolgersi all'autorità giudiziaria competente. Parte così un contenzioso che si trascina per sette, lunghi, anni, fino alla sentenza emessa in questi giorni. E se la «vittima» di mobbing canta vittoria, grazie anche al suo legale, l'avvocato Andrea Sella, la controparte descrive la vicenda come kafkiana. Se ne riparlerà in Appello.