14 novembre 2018
Aggiornato 02:00

Vassallo condannato a diciotto mesi di carcere

Ridimensionata la richiesta di oltre tre anni fatta dalla Procura per i reati di stalking e lesioni nei confronti dell'ex fidanzata. L'animalista più famoso d'Italia aveva chiesto il rito abbreviato
Valerio Vassallo
Valerio Vassallo (Diario di Biella)

BIELLA - Un anno e sei mesi di reclusione, sospesi, a fronte dei tre anni e quattro mesi di carcere chiesti dalla Procura. È finito così oggi, mercoledì 12 luglio, il procedimento con rito abbreviato aperto contro Valerio Vassallo, leader Meta, accusato di stalking e lesioni nei confronti dell'ex fidanzata 24enne.

IL PROCESSO - Il gup Anna Ferretti ha accolto in parte la linea difensiva, sostenuta dall'avvocato Alessandra Guarini, di fatto ridimensionando, con la sentenza emessa, la gravità degli episodi contestati. I fatti avevano preso il via la scorsa estate, quando tra Vassallo e la sua compagna, conosciuta nell'ambito della militanza animalista, qualcosa si era spezzato. I due avevano così scelto di separarsi. Ognuno per la sua strada. Una decisione che, secondo la versione di lei, l'imputato non accettò, tanto che iniziò a perseguitarla. Telefonate e appostamenti fuori dal posto di lavoro, fino al violento diverbio finale.

LO SCONTRO - La 24enne, accompagnata da un conoscente, si reca a casa di Vassallo, a Zumaglia, per ritirare i suoi oggetti personali e scatta l'aggressione. L'ex si sarebbe presentato ai due armato di una spranga, con cui avrebbe ferito il giovane che considerava un rivale in amore. Alla fine, tutti e tre erano finiti in ospedale e per il leader dei Meta, a settembre, si erano aperte le porte del carcere. Una settimana di reclusione e poi alcune mesi di arresti domiciliari. Alla luce, oggi, della sentenza, non è escluso che il difensore si rivolga in appello.