25 aprile 2019
Aggiornato 19:30
Economia

Ripresa dopo la crisi, Biellese avanti (ma piano)

Da Il Sole 24 Ore una «mappa della ripresa» delle province italiane. La nostra provincia, ancora ricca, con meno disoccupati e più laureati, sfida la crisi con «moderazione»

BIELLA – Non che la crisi sia passata, ma secondo gli osservatori, l’anno peggiore è stato il 2013, partendo dunque dai dati meno confortanti, il Sole 24 Ore ha stilato una classifica dei progressi, e non, registrati nel frattempo dalle 103 province italiane. Se Bergamo è quella che ha reagito meglio, mentre Aosta e Rieti si sono un po’ perse nell’oblio, vediamo come se l’è cavata Biella, sulla base dei 10 parametri di analisi presi in considerazione.

AVANTI, PIANO - La cosiddetta «mappa della ripresa» è quantificata in centesimi. Giusto per creare una forbice di riferimento, Bergamo, la città che ha saputo rialzarsi meglio di tutte le altre, segna rispetto al 2013 un +74,3, mentre Aosta e Rieti, sono ferme a +22,1 e +22,2. Biella si posiziona invece nel nutrito gruppo dei capoluogo appena sopra la media, con una crescita complessiva del 58,7, che la pone in perfetta linea con le vicine Vercelli (+58,5), Verbania e Alessandria (+53 circa). In Piemonte fanno meglio solo Novara con +64,8 e Asti con +62,9, mentre Torino e Cuneo arrancano con parametri di ripresa inferiori al 50.

RISPARMI - Data una scorsa alla classifica generale, passiamo alle buone notizie. Biella si rafforza ancora nel reddito pro capite, portando a casa un bel +5,7% per una media di 23.315 euro. Se non siamo in cima al podio, per quanto riguarda la ricchezza (Cuneo e Torino ad esempio superano i 27mila euro), la nostra provincia è la migliore in Piemonte in quanto a performance di ripresa. Di pari passo, sono saliti anche i depositi bancari, per i quali dal 2013 in qua si registra un incremento del 28%, con un passaggio da poco più di 15mila euro a oltre 19mila pro capite. Sulla stessa linea l’aumento dei prestiti personali, che a Biella salgono solo del 5,8% e si attestano sotto i 12mila euro pro capite, a fronte i numerosi aumenti a due cifre, con Bolzano che cresce addirittura del 44%.

BENI DUREVOLI - Anche le spese per beni durevoli tengono bene, Biella con un incremento del 3,1%, ed un totale annuo a famiglia di 994 euro, si posiziona a ridosso di una manciata di province, sparse tra Lombardia, Emilia e Veneto, che superano i 1.000 euro annui profusi nell’acquisto di elettrodomestici, mobili e computer. 

DISOCCUPAZIONE  - Venendo al fronte lavoro e formazione scolastica, in tutto il Piemonte i dati post 2013 registrati da Il Sole 24 Ore sono abbastanza confortanti. Per quanto riguarda la disoccupazione Biella recupera nel triennio del 26,7% e si attesta al 7,9%. Preso in considerazione anche il rapporto tra numero di giovani e numero di laureati, che nel Biellese migliora del 16,7%, la sesta miglior performance in italiana, ancora distante, ma non troppo, dal record di Reggio Emilia che ha sfondato la barriera del 20% di incremento, piazzandosi a quota 21,2%.