15 novembre 2018
Aggiornato 02:30

Carcere di Biella, la protesta dei poliziotti

Per il primo agosto hanno organizzato un sit-in davanti alla Casa Circondariale. Gli uomini in divisa lamentano la criticità delle condizioni lavorative. Due casi di detenuti che hanno dato alle fiamme le proprie celle
Agenti della Polizia penitenziaria al lavoro
Agenti della Polizia penitenziaria al lavoro (Polizia penitenziaria)

BIELLA - I sindacati della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Sinappe e Uspp) hanno organizzato, per il prossimo primo agosto, un sit-in fuori dalle mura della Casa Circondariale di Biella. L'appuntamento, fissato per le 10,30, ha lo scopo di far conoscere ai cittadini le condizioni in cui operano gli addetti alla sorveglianza dei reclusi: di recente ci sono stati due casi di detenuti che hanno dato fuoco alle proprie celle, per protestare: tre gli agenti finiti intossicati nelle operazioni di spegnimento delle fiamme. In particolare gli agenti lamentano, come già avvenuto nel recente passato, la disorganizzazione dei turni di lavoro e la sensazione, sempre più diffusa, dello stato di frustrazione e isolamento, di fronte ad un lavoro duro e complesso.

IL PUNTO - A Biella sono 180 i poliziotti che, sulla carta, figurano in servizio. In realtà, qualche decina risulta distaccata presso altri istituti penitenziari. Ma non basta. Gli agenti in servizio devono occuparsi di oltre 400 detenuti, sistemati in due padiglioni, con sezioni delicate come quella che ospita i sex offenders piuttosto che noti esponenti della criminalità organizzata. E poi ci sono i servizi esterni, con l'accompagnamento dei reclusi nei diversi tribunali d'Italia per i processi a loro carico, la costante attività anti droga e i controlli sui detenuti islamici, per evitare possibili infiltrazioni da parte dell'Isis, come si è rischiato circa un anno e mezzo fa.