21 agosto 2017
Aggiornato 21:30
Tennis

Thindown Challenger le semifinali sono Krajinovic-Souza e Caruso-Arnaboldi

Grande spettacolo al Circolo ai Faggi, dove si sfideranno due stranieri e due italiani. Le cronache dei match di oggi. Il montepremi è di 106 mila euro

Napolitano (sullo sfondo) e Donati in azione (© Diario di Biella)

BIELLA - Una semifinale tutta azzurra, una tutta straniera. I quattro ‘migliori’ del Thindown Challenger di Biella (terra, 106 euro di montepremi) sono Salvatore Caruso opposto ad Andrea Arnaboldi e Filip Krajinovic, che se la vedrà con Joao Souza. Caruso ha dovuto sudare molte di più delle tradizionale sette camice per avere ragione dell’argentino Federico Coria. Pur senza avere le stimmate del campione (il paragone con il fratello Guillermo, ex numero 3 Atp, sono improponibili) il venticinquenne di Buenos Aires è un avversario molto tignoso, che sembra esaltarsi nelle difficoltà e che ha saputo a lungo ribattere colpo su colpo al siciliano, bravo nel secondo set a recuperare lo 0-3, ma poi troppo ‘morbido’ nel tie-break, in cui si è trovato a rincorrere (1-4) senza avere le energie, in quel momento, per farlo. La bravura del numero 177 (che con questi punti già certi salirà di una quindicina di posizioni) è quella di resettare subito e ripartire spingendo anche nel terzo, in cui la palla corta diventa un fattore, con il tennista di Buenos Aires sempre più stanco. Finisce dopo 2h22’’, con Caruso che torna in semi a Biella dopo quella disputata nel 2015 (e persa in due set con il vincitore Martin). Ancora più faticosa la vittoria del canturino, che esce alla distanza. Perso il primo set 6-4, il qualificato mancino ha stretto i denti, portandosi a casa i due successivi tie-break, per chiudere la sfida dopo 2 ore e 45 minuti.

Niente semifinale per Marco Cecchinato, sconfitto per 6-4, 6-2 da Filip Krajinovic
L'ingresso nel match del palermitano è ottimale: la testa di serie numero 1 ottiene subito il break e, pur soffrendo un po' nel terzo gioco (in cui salva una palla del contro break) sale 3-0. «Cec» sfrutta al meglio una prima molto carica, che a volte segue a rete, denotando sensibilità e tocco. Ma basta un attimo di distrazione e, complici due errori gratuiti, il serbo rientra in partita (3-2). La sfida cambia volto nello spazio di un respiro (affannoso, viste le temperature sempre sopra i 30 gradi in questi ultimi giorni) e con un parziale di 4-0 ora è il quinto favorito della vigilia a portarsi avanti. Nell'ottavo gioco il siciliano si costruisce due occasioni, ma Krajinovic si salva mettendo in campo una prima molto robusta da cui ricava due vincenti. Finisce 6-4. Nel secondo set Cecchinato è subito in difficoltà e perde la battuta in un amen. Sulla diagonale di rovescio è lui il primo a sbagliare, così come quando lo scambio si allunga. Così quando arriva il secondo break non c’è più niente da fare.

Souza ancora in semifinale ai Faggi
Tutto facile invece per Joao Souza. Il brasiliano, dopo essere restato in campo oltre due ore e mezza con Gaio, ieri nei quarti non ha avuto problemi nel liquidare il Next Gen Mikael Ymer (classe ’98) con il punteggio di 6-0, 6-2. «Sono state due partite completamente differenti – racconta il tennista di Rio de Janeiro - . E’ stato importate iniziare bene la partita. Nei primi punti sono stato solido, non ho commesso errori e in questi giorni il caldo è una componente non irrilevante. Ne è uscita una partita strana, ma con questi giovani può capitare: non hanno ancora continuità». A distanza di dodici mesi il ventinovenne brasiliano torna in semifinale. «Mi piace il torneo e la città – prosegue -. Krajinovic lo affronto per la prima volta: è un talento, gioca aggressivo, è in fiducia avendo vinto tante partite (e due Challenger in Germania, a Heilbronn, partendo dalle qualificazioni e Marburg, ndr). Ma una semifinale è una partita a sé, anche se sarà dura per entrambi». A 29 anni la carriera di un tennista è ancora lunga. «Mi diverto a giocare, il fisico è integro, per cui spero di poter andare avanti ancora a lungo. Sto giocando meglio nell’ultimo periodo e i risultati tornano a vedersi. Ho tanti punti in scadenza, ma non c’è problema. Il caldo? Abito a Rio, sono abituato, ma in questi giorni è difficile restare sul campo a mezzogiorno. Ero tutto sudato, anche nelle scarpe. Per fortuna mi piace giocare con queste temperature». Da buon brasiliano Souza non può non aprire una parentesi sul «caso» Neymar. «Nel calcio circolano troppi soldi – conclude –. Quello che ha preso non lo prendono i primi 3 o 4 tennisti al mondo. I calciatori giocano una volta, due alla settimana, noi in un Challenger ci spremiamo per poche migliaia di euro. Non c’è paragone, anche se gli sforzi sono gli stessi».