12 dicembre 2017
Aggiornato 00:00
Agricoltura

Allarme siccità anche nel Biellese, a rischio i raccolti 

Preoccupazione per cereali e prati da fieno. Dellarole, della Coldiretti denuncia la necessità di nuovi bacini idroelettrici e aggiunge: «Non demonizziamo le risaie, che dell’acqua fanno buon uso»

BIELLA – Il caldo incombe, ce ne siamo accorti tutti. Con il bel tempo stabile ormai da settimane, e la colonnina di mercurio che in questi giorni supera nelle zone di pianura i 35°, insieme agli ovvi disagi, si acuiscono i problemi legati all’agricoltura. La siccità mette a rischio i raccolti nel Biellese e nel Vercellese, e neppure i temporali previsti per i prossimi giorni garantiscono sollievo, poiché il repentino cambio di temperature potrebbe essere foriero di venti forti e grandinate. 

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO - Il trend della campagna 2017, come denuncia Coldiretti Biella e Vercelli, segue purtroppo un fenomeno ciclico ormai assodato: quello della diminuzione progressiva delle precipitazioni verificatasi negli ultimi 10 anni, abbinata ad un lento ma inesorabile aumento della temperatura media. Una «combo» che preoccupa i produttori e mette in allerta i meteorologi sul versante cambiamenti climatici. Al momento a soffrire sono soprattutto cereali e prati a fieno, per i quali in diverse zone si è perso un taglio. 

IL RISCHIO SICCITÀ  - Secondo Coldiretti è tempo di fare chiarezza sulle necessità del territorio e di pianificare l’utilizzo dell’acqua, insieme al ruolo e alle necessità dell’agricoltura in tale frangente. Serve più acqua e servono più bacini da cui attingere: «Sul tema dei bacini idroelettrici occorre aprire un dibattito serio, perché utili al territorio: dislocazione di bacini di raccolta e di trattenimento, anche di dimensioni medio-piccole, ma distribuiti in modo capillare sull’intera regione che possano avere funzioni multiple – spiegano i rappresentanti degli agricoltori - i cambiamenti climatici vanno affrontati con una programmazione attenta e ponderata. Oltre ad eventi estremi, come grandinate e ondate di gelo anche fuori stagione, anche il territorio vercellese, valsesiano e biellese si trova a fare i conti con la sicità, che si ripercuote sia in alpeggio che sulle coltivazioni di pianura. Dalle nostre Alpi viene la soluzione, viene l'acqua».

ACQUA E RISO BINOMIO INSCINDIBILE - Coldiretti pone l’accento anche su accuse ritenute ingiustificate rispetto all’eccessivo consumo d’acqua in risicoltura: «Fuorviante il titolo scelto da un quotidiano nazionale, che addirittura asserisce che occorrerebbero migliaia di litri d’acqua per produrre un chilo di riso – commenta il presidente di Coldiretti Biella e Vercelli, Paolo Dellarole  - niente di più falso. La risaia è, forse, la realtà che meglio valorizza l’acqua proveniente dalle nostre montagne, poiché l’acqua utilizzata viene riversata nel Po dopo un lungo percorso che la vede transitare di risaia in risaia. Inoltre, l’acqua usata in risicoltura non è affatto in concorrenza con gli usi idropotabile, idroelettrico ed industriale, che possono, anzi, essere programmati in maniera sistemica».

SERVONO PIÙ BACINI  -  Se l’85% dell’agroalimentare italiano deriva da agricoltura irrigua, appare ovvio la necessità di trovare nuove fonti e preservare quelle esistenti. Si torna dunque ai già citati piccoli invasi, che secondo Coldiretti potrebbero rivelarsi utili sia per assicurare la disponibilità di acqua per le colture agrarie nei mesi estivi, sia per la produzione di energia elettrica a basso impatto ambientale e ancora negli eventi alluvionali, nel contenimento dei  danni. Un progetto da condividere e vagliare con i vari attori presenti sul nostro territorio, dalla Regione alle amministrazioni locali.