16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Economia

I biellesi sono i meno indebitati del Piemonte

Meno di 31mila euro pro-capite contro i  36.600 regionali. Secondo il Barometro Crif più del 35% dei cittadini ha un credito aperto, con una rata media di 355 euro al mese

BIELLA – Sono i biellesi i meno indebitati del Piemonte. La media pro-capite segnalata dalla Mappa dei Crediti del barometro Crif ci parla di 30.989 euro, spalmati sul 35,6% della popolazione. Una buona notizia? «Ni», spiace ma il dubbio insiste pure qui. Perché i numeri che identificano la richiesta di credito da parte dei privati sono una classica moneta a due facce. Se guardiamo quella buona, si vede come Biella e provincia siano ancora un habitat in cui i cittadini non hanno bisogno di farsi i debiti per far fronte alle necessità quotidiane. Se giriamo la famosa moneta dall’altro verso, dobbiamo mettere in conto la possibilità che insistano anche qui problemi nell’accedere a crediti che sarebbero, invece, utili e ben graditi. Non per nulla la voce mutui non fioccano numeri grandiosi.

I NUMERI BIELLESI – Sta di fatto, comunque, che nel resto della regione il debito pro-capite è più ingente. Se a livello percentuale i biellesi sono indebitati tanto quanto gli altri piemontesi (rispettivamente 35,6 e 35,8%), la differenza arriva se si guarda con più attenzione alle cifre. L’indebitamento medio a livello regionale è di 36.632 euro, quello biellese, come detto, non raggiunge i 31mila. Anche le rate mensili locali sono più leggere, 355 euro contro i 374 medi piemontesi. E i numeri complessivi regionali nascondono dati locali piuttosto distanti dai nostri. Partiamo da Torino, dove ogni ogni cittadino si porta sulle spalle una zavorra da 40mila euro circa, seguono a ruota Verbano, Astigiano e Novarese con una media che supera 39mila euro. A Cuneo si scende, ma di poco (38.400), per trovare numeri vicini a Biella, bisogna guardare ad Asti (33.700) e Vercelli (32.400).

CREDITO E ITALIANI – Secondo il Barometro Crif (che si basa sui dati Eurispes), ad ogni modo, gli italiani i prestiti continuano a chiederli. Le interrogazioni al Crif, quelle in buona sostanza che le banche inoltrano per una valutazione della richiesta di credito, sono aumentate nel giugno 2017 del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, e complessivamente nel primo semestre di quest’anno hanno segnato un +1,5%. La cifra media richiesta dai privati supera di poco i 9mila euro. Aumentano dell’1% gli importi richiesti nella fascia compresa tra i 20 e i 35mila euro, mentre scendono i piccoli crediti al di sotto dei 5mila. Aumenta anche la richiesta di credito da parte dei 55-64enni. 

COME SI SPENDE – Per capire che aria tira nell’economia domestica, è fondamentale vedere come i privati spendono i soldi chiesti in prestito. Nel 2017 segno meno per i prestiti finalizzati, che arrivano in media a 6mila euro, mentre quelli personali crescono del +6,2. Tuttavia i prestiti finalizzati, ovvero quelli che servono per acquistare ad esempio elettrodomestici ed automobili, continuano ad essere prevalenti (43,3%), mentre quelli personali sfiorano il 34% ed i mutui arrivano a quota 22,8. Biella da questo punto di vista è, leggermente, sottotono: i mutui arrivano solo al 21,8%, mentre i prestiti personali sfiorano il 40%.