23 novembre 2017
Aggiornato 12:00
Cronaca

Delmastro contro il Comune di Biella per la manutenzione dei cimiteri

Interrogazione del capo-gruppo di Fratelli d'Italia, tra diserbanti e manutenzione per mantenere in ordine le varie arie di competenza dell'ente

Andrea Delmastro (© Diario di Biella)

BIELLA - Andrea Delmastro contro l'amministrazione comunale, sul tema delle aree cimiteriali. Il capo gruppo di Fratelli d'Italia in città ha infatti prodotto un'interrogazione, che pubblichiamo di seguito, sul tema, coinvolgendo l'assessore Diego Presa ed il sindaco Marco Cavicchioli. Se ne discuterà a Palazzo Oropa, nei prossimi consigli.

CONTRO PRESA - "Il talebano – ambientalista Presa, dopo aver introdotto un servizio di raccolta dei rifiuti che ha inondato Biella di rifiuti, ha deciso, inopinatamente, di non usare più i diserbanti; l'opposizione riteneva che la follia talebano ambientalista avrebbe, per la pietas verso i defunti che dovrebbe contraddistinguere la nostra civiltà, almeno risparmiato le aree cimiteriali; viceversa, per il tramite di numerose segnalazioni di cittadini, è emerso lo stato di degrado in cui versano le nostre aree cimiteriali; i cittadini, ignari del tasso talebanesimo ambientalista di Presa e del #cerchiotragico cavicchioliano, invocano a gran voce un aumento della spesa o l'assunzione di personale per garantire le manutenzioni del verde nelle aree cimiteriali, non sapendo che basterebbe stoppare le follie presiane che ha deciso di non utilizzare più i diserbanti; infatti è lo stesso talebano – ambientalista Presa a precisare che, a seguito della decisione di non usare più il diserbante, ha «raddoppiato la manodopera» per la manutenzione delle aree cimiteriali, con gli eclatanti risultati sotto gli occhi di tutti e denunciati dai cittadini; la geniale intuizione di Presa ha dunque prodotto, come duplice risultato, il raddoppio dei costi per la manutenzione e la situazione di degrado denunciata; le sperimentazioni talebano ambientaliste di Presa debbono arrestarsi almeno difronte alle aree sacre dei cimiteri, ben potendo il predetto accontentarsi di «giocare» e «sperimentare» con risultati pietosi nel resto della città; ancora più incredibile appare la reazione alle critiche del nostro talebano ambientalista che, tetragono ad ogni richiamo alla realtà ed evidentemente convinto che il valore della pietas deve essere recessivo rispetto alla sua personalissima battaglia di (in)civiltà conto il diserbante, ha immediatamente precisato che non intende fare retromarcia, ma che, anzi, rilancerà con una salvifica «schiuma» ecocompatibile (sic!!!); l'unica «schiuma» che suscita Presa e il suo talebanesimo ambientalista che non si arresta nemmeno difronte ai cancelli sacri delle aree cimiteriali è quella del livore dei cittadini che pretendono, correttamente, rispetto per un luogo sacro».

IL SINDACO - «Interroghiamo il sindaco per sapere se non ritenga di arrestare, almeno limitatamente alle aree cimiteriali, le «sperimentazioni» presiane, reintroducendo l'uso dei diserbanti per garantirne il decoro dei luoghi; per sapere quale sia la «schiuma» presiana e quali siano i costi della «schiuma» presiana; per sapere quali siano i costi del raddoppio della manodopera nella manutenzioni delle aree cimiteriali a seguito della decisione infausta di non usare più il diserbante».