23 novembre 2017
Aggiornato 12:00
Cronaca

Stop alle anticipazioni delle giornate della caccia a settembre

Lo chiedono i consiglieri regionali del Partito Democratico, Nadia Conticelli e Vittorio Barazzotto

Caccia (© Diario di Biella)

BIELLA - Stop alle anticipazioni delle giornate della caccia a settembre, all'addestramento dei cani nelle zone di caccia e agli appostamenti vicino agli abbeveratoi. Lo chiedono i consiglieri regionali del Partito Democratico, Nadia Conticelli e Vittorio Barazzotto. 
 
LE PAROLE - «Le condizioni meteorologiche dell'anno in corso hanno causato una situazione di rischio per la conservazione dell'avifauna piemontese, che non è possibile ignorare alla vigilia dell'apertura della stagione della caccia. A lanciare l'allarme è stato per primo l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero per l'Ambiente».E ancora: "Se il Piemonte fino a oggi fortunatamente non è stato eccessivamente danneggiato dalla piaga degli incendi boschivi, è comunque vero che si prospetta una stabilizzazione di queste condizioni climatiche estreme, che impattano drammaticamente sul nostro ecosistema" affermano i consiglieri Conticelli e Barazzotto, che chiedono all'Assessore Ferrero di intervenire sulle pre aperture dal 2 settembre previste dal calendario venatorio deliberato dalla giunta. 
 
DICHIARAZIONI - «La salvaguardia del patrimonio avifaunistico è tra i compiti specifici della Regione e richiede misure adeguate ai cambiamenti in atto nell'ecosistema. Non solo c'è meno acqua per consentire agli animali di abbeverarsi, ma è anche minore l'apporto di liquidi che possono assumere attraverso i tessuti vegetali". 
 
CALENDARIO - Il calendario venatorio viene stilato "sentita l'Ispra" recita la delibera, e l'Ispra chiede senza mezzi termini "Provvedimenti cautelativi" in occasione dell'apertura della prossima stagione della caccia». In Piemonte le anticipazioni a partire da questo fine settimana riguardano cornacchia, gazza, ghiandaia e tortora. «La tortora in particolare é in calo numerico, come registrato anche dal documento europeo Key Conceps. E ricade proprio nel caso dell'appostamento, su cui l'Ispra specifica proprio di intervenire, dato che la caccia da appostamento si prativa per lo piú nei punti di abbeverata - spiegano Conticelli e Barazzotto - inoltre in assenza di informazioni dettagliate e non di stime rispetto alle specie non migratrici, lepri o galliformi, l'ente ministeriale raccomanda di limitare carniere e   periodo di caccia. Quindi anche l'anticipazione al 24 settembre per lepre, pernice rossa, starna, fagiano va evitata. Mentre gallo forcello e coturnice ricadono tra i galliformi, per i quali viene lanciato un allarme specifico, oltre a rappresentare di per sé le uniche due specie ancora non totalmente protette della tipica fauna alpina. Ma su questo ci confronteremo a breve nella discussione del testo di legge, che riprenderá in commissione il 6 settembre". 
 
"Bisogna ragionare anche sull'addestramento dei cani da caccia che comporta un ulteriore e inutile stress soprattutto per ungulati e galliformi, e che in Piemonte pur con alcune limitazioni orarie, è iniziato il 16 agosto", concludono Conticelli e Barazzotto.