23 settembre 2017
Aggiornato 05:30
Biella

Stranieri, sicurezza e degrado: quanti sono e come vivono gli "invisibili" in città?

L'assessore comunale alla polizia municipale, Stefano La Malfa s'impegna a chiedere conto alla Questura dopo la lettera/denuncia di Andrea Delmastro: «Come Roma? I problemi sono gli stessi...»

BIELLA - Quante sono le persone che vivono e dormono in ex fabbriche oppure in ex edifici pubblici, in città? La durissima lettera del consigliere Andrea Delmastro (la polemica) legata all'ex macello comunale è quasi certamente solo la punta dell'iceberg di un fenomeno sociale molto più esteso. Se infatti l'ex assessore della giunta Gentile ha puntato il dito sulla presenza di persone che vivono illegalmente in via Ivrea, quante saranno le persone che (altrettanto illegalmente) transitano e pernottano nell'ex ospedale o nel complesso dell'ex Rivetti? O ancora: chi vive e come vive chi bazzica nell'ex fabbrica nei pressi del Bottalino al Piazzo, una volta sede della Bertrand? Cinquanta, cento o più uomini e donne, secondo qualcuno. Ma  nessuno pare davvero saperlo, con esattezza. E' solo noto un po' a tutti che d'inverno questi spazi vengano maggiormente frequentati, per fuggire dal freddo, mentre d'estate le stesse persone paiono adattarsi a situazioni di fortuna all'aperto (recente il caso del barbone che vive nei giardini pubblici vicino alla stazione ferroviaria).

RESPONSABILITA' - Sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico la competenza è ovviamente della Questura, che proprio nei locali dell'ex macello ha effettuato alcuni sopralluoghi e operazioni di contrasto alla droga. Il tutto anche se lo stabile è di proprietà in parte della Regione ed in parte del Comune.

CHE FARE? - «Problema complesso» attacca l'assessore La Malfa, con delega alla polizia municipale. Il quale aggiunge: «Biella uguale a Roma? Per certi versi forse... Nel senso che quando si pensa ti togliere delle persone da un posto in cui vivono e dormono, va contemporaneamente offerta una soluzione alternativa. In questo senso il Comune è impegnato ad aumentare la disponibilità di posti letto nel dormitorio pubblico, soprattutto in vista del prossimo inverno. Ma sappiamo, per esperienza, come ci ricordano i colleghi dell'assessorato alle politiche sociali, che non tutte le persone che vivono ai margini accettano soluzioni d'aiuto istituzionale; sì, molte di queste persone preferiscono vivere nell'ombra, senza controlli o dover rendere conto. E qui emerge tutta la difficoltà delle istituzioni di trovare soluzioni individuali. Noi possiamo allargare la base di aiuto, per tutti, ma molti casi sono a dir poco disperati».

SICUREZZA - «Monitorare la situazioni in tutti gli spazi cittadini dove vivono, presumibilmente, alcune decine di persone è compito delle forze dell'ordine e non specificatamente nostro - conclude La Malta -. Carabinieri e polizia hanno il compito di garantire la sicurezza. Detto ciò la politica deve dare risposte ai cittadini e dialogare con tutti. Ecco perché chiederemo presto un incontro al questore, per avere direttamente informazioni sulla situazione dell'ex macello e degli altri capannoni abbandonati in città» conclude il super-assessore, molto ascoltato dal sindaco Marco Cavicchioli.

Nel video, gli interni dell'ex ospedale cittadino.