24 settembre 2017
Aggiornato 17:30
Cronaca

Aggressione all'interno del carcere di Biella

Tre reclusi marocchini si sono scagliati contro un connazionale. Per i sindacati è il fallimento della sorveglianza dinamica

Il carcere di Biella (© Diario di Biella)

BIELLA - Rissa tra detenuti ieri, lunedì 4 settembre, all'interno delle mura della Casa Circondariale di Biella. A essere coinvolti sono stati quattro reclusi magrebini, tre dei quali, nel vecchio padiglione, si sono scagliati, per motivi ancora ignoti, contro un connazionale. Solo il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria ha evitato il peggio, in un'area sottoposta a "sorveglianza dinamica». Quest'ultima è stata istituita recentemente nelle carceri italiane, con lo scopo di potenziare, per i detenuti a bassa e media pericolosità, la possibilità di un reinserimento futuro nella società sfruttando l'autoresponsabilità. Una decisione, presa a livello nazionale, che non è piaciuta per nulla ai sindacati di categoria, che considerano il "regime aperto" fallimentare. Attraverso una nota stampa i referenti di Sappe, Osapp, Sinappe e Uspp ritengono che crei: "una situazione caotica, dei cui disagi finiscono per farne le spese gli agenti della Polizia Penitenziaria. Troppe le zone di vuoto, dove i controlli diventano impossibili». E intanto, a Biella, resta aperto il problema della mensa di servizio, dove negli ultimi giorni sono venute a mancare frutta e verdura. Un regime alimentare non equilibrato, da sempre fanno notare le organizzazioni sindacali, non può che ripercuotersi sul rendimento degli operatori.