24 settembre 2017
Aggiornato 17:30
Biella

«Vecchio ospedale? Soluzioni subito oppure abbattiamolo»

Lettera aperta del consigliere comunale Benito Possemato: territorio in profonda crisi, non possiamo permetterci un altro fallimento

Possemato (foto Ceretti) ed il vecchio ospedale (© Diario di Biella)

BIELLA - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Benito Possemato, consigliere di maggioranza al Comune di Biella. Possemato parla del territorio, ma soprattutto del vecchio ospedale cittadino.

LA LETTERA - «C'è un progetto per la città di Biella che piace tanto alla politica biellese e non solo, titolavano gli strilloni di mezza estate dei media locali.  I consiglieri regionali Barazzotto e Pichetto, i senatori Susta e Favero, l'onorevole Simonetti e il sindaco Cavicchioli hanno sposato, seppur con toni diversi, il masterplan  di 'rianimazione' del vecchio ospedale di Biella illustrato loro e agli imprenditori biellesi  dalla società Sviluppo Genova, su incarico dall'attuale direttore generale dell'Asl di Biella Gianni Bonelli. In soldoni, il vecchio degli Infermi di Biella è sceso da una prima stima a bilancio ufficiale di partenza  da 22 milioni di euro  a una recente rimodulazione al ribasso  con l'attuale direttore dell'Asl Bonelli a 12 milioni di euro e messo quindi all'asta andata poi  deserta per due volte». 

LE SOLUZIONI - «Storia recente è l'incarico di Asl ad una società  esterna pubblico-privata specializzata in dismissioni (la Sviluppo Genova appunto) per trovare una soluzione al capezzale del vecchio ospedale. Sulla carta se ne trovano con la Sviluppo Genova addirittura due,  quelle sposate trasversalmente dalla politica locale che conta: la prima è il passaggio di proprietà del vecchio ospedale al Demanio il quale dovrebbe poi affittare ad altri enti pubblici gli spazi ad uso ufficio. La seconda è  più accattivante, realizzarvi  un centro benessere da decine di milioni di euro privati, rinverdendo i fasti della belle epoque di Oropa Bagni del '900. Non metto in dubbio le ottime intenzioni di tutti gli attori in campo, ma sono convinto e perciò ne scrivo che le proiezioni di Sviluppo Genova pecchino  di logica e realismo . Affittare il 'Degli Infermi' a enti pubblici già sul territorio significa  (forse) risparmiare ma al contempo svuotare altri edifici in città, spalmando il problema degli immobili abbandonati su altri quartieri. Il centro benessere poi è sì accattivante però, se consideriamo che il solo monoblocco conta 18 mila metri/quadrati di sviluppo, non basteranno 60 milioni di euro per ricavarne un centro wellness di lusso. Dovremmo quindi sperare in un petroliere russo perchè gli ultimi segnali di vita dell'imprenditoria locale sulla città sono  sconfortanti, basti pensare alle quote Biverbanca (la nostra ex banca del territorio il cui fondatore, monsignor Losana, avrà abbandonato anche il sepolcro dal dispiacere ) sfilate ai biellesi e aquistate di recente da Banca Asti per 200 milioni di euro mentre a Biella il gotha conta ancora oggi depositi in loco per 5 miliardi di euro, tanti da comprarsela la redditizia Banca di Asti».

PESSIMISMO«Per non parlare poi della desertificazione commerciale in un centro città nel quale l'imprenditoria che fece grande il Biellese nel resto mondo tranne che a Biella, non ha mai veramente creduto. Chi ha mai visto in un recente passato un negozio monomarca biellese dei più blasonati in centro città? A mia memoria rammento solo l'apertura quest'anno di un encomiabile temporary store di 'Piacenza  1733' in via Italia e comunque dopo ben 284 anni. Non è mia intenzione portare jattura a qualsiasi soluzione si profili all'orizzonte per il vecchio ospedale di Biella ma, negli ultimi dieci anni, i biellesi  hanno sentito tutto l'arcobaleno delle soluzioni più improbabili,  alcune più qualificate le abbiamo addirittura pagate con un concorso di idee da 100 mila euro euro pubblici nell'era Gentile  per una proprietà non del Comune (robe da pazzi), spaziando dal più gettonato quartiere a luci rosse al centro addestramento astronauti». 

PROPOSTE - «Si faccia qualcosa del vecchio ospedale ma si faccia in tempi certi indicati da chi è qualificato per farlo. Un anno, tre, cinque dopodichè, se non si trova una qualunque strada affinchè il Degli Infermi non diventi dimora fissa per folle di uomini disperati e topi felici, il monoblocco va abbattuto a spese della proprietà con garanzia scritta di tempi certi. A Biella un nuovo errore amministrativo in proiezione dopo le carenze nei collegamenti,  gli Orsi,  lo spostamento del mercato e altre simili mirabilie  non ce lo possiamo più permettere e non lo meritiamo».