Protezione civile: Biellese eccellenza in sicurezza

Il prefetto Gallo in visita nella sede cittadina. Il responsabile Lometti: «Se il Po è in piena, a Ferrara hanno cinque giorni di tempo per prepararsi. Se il Cervo è in piena, l'onda impiega mezz'ora a raggiungere la città dalla valle»
Da sinistra: Cavicchioli, Gallo e Lometti
Da sinistra: Cavicchioli, Gallo e Lometti (Diario di Biella)

BIELLA - «Qui la sensibilità sul tema della Protezione Civile è all'avanguardia. Ora lavoriamo tutti insieme alla prevenzione»: le parole di Annunziata Gallo, Prefetto di Biella dallo scorso febbraio, sono suonate come un prezioso incoraggiamento per funzionari e volontari riunitisi per accoglierla, nella mattinata di mercoledì 20 settembre, nella sede di corso Rivetti. Ad attenderla c'erano anche il sindaco Marco Cavicchioli, l'assessore Stefano La Malfa e il comandante della polizia municipale Massimo Migliorini, mentre a Maurizio Lometti, responsabile della Protezione Civile comunale, è toccato il compito di guida.

L'INCONTRO - Nella sede dietro la stazione San Paolo sono ospitati il Centro operativo comunale, che diventa base di coordinamento di interventi e soccorsi in caso di emergenza, e l'Unità di crisi comunale. Biella è anche sede di Centro operativo intercomunale a cui fanno capo i 27 Comuni convenzionati (e alcuni sindaci hanno partecipato all'incontro) e di Centro operativo misto, attivato su disposizione del Prefetto. Annunziata Gallo ha domandato alle memorie storiche della Protezione Civile la cronologia degli eventi critici in città e in provincia, a partire dalla catastrofe del 1968 in valle di Mosso fino alle esondazioni e alle frane che minacciarono una porzione di Chiavazza nel 2014. Il Prefetto si è rallegrata dell'esistenza e dell'operatività del piano di Protezione Civile, sottolineando l'importanza di aggiornarlo costantemente: «Gli eventi drammatici che avvengono periodicamente in Italia ci insegnano che l'unica via è la prevenzione, insieme alla chiara divisione dei compiti». «Anche perché - ha aggiunto Maurizio Lometti - se il Po è in piena, a Ferrara hanno cinque giorni di tempo per prepararsi. Se il Cervo è in piena, l'onda impiega mezz'ora a raggiungere la città dalla valle». Tra le richieste di snellire la burocrazia e di condividere in modo puntuale le informazioni tra i vari enti («Non abbiamo i dati dei pluviometri sul torrente a monte della città» ha sottolineato Stefano La Malfa), ci sono state anche le parole di apprezzamento di Marco Cavicchioli per gli uomini della Protezione Civile: «Il loro lavoro è competente, instancabile e prezioso. Meritano il nostro grazie».