19 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Niente droga nei centri per rifugiati di Ronco e Chiavazza

Trenta le persone controllate dai carabinieri di Biella, Cossato e Volpiano impiegati nel servizio
Unità cinofile dei carabinieri
Unità cinofile dei carabinieri (Diario di Biella)

BIELLA - Trenta richiedenti asilo controllati e dodici carabinieri impiegati, oltre alle unità cinofile provenienti da Volpiano. Sono questi i numeri dell'operazione scatta questa mattina, lunedì 25 settembre, alle 7, nel Biellese, e che ha avuto come obbiettivi due centri per rifugiati, uno a Ronco e l'altro a Chiavazza. Il servizio era mirato a contrastare lo spaccio, di sostanze stupefacenti, dopo i recenti trascorsi. I militari dell'Arma, di Biella e Cossato, hanno setacciato i centri di accoglienza, senza reperire droga, anzi, trovando tutto in regola. A coordinare gli uomini è stato il capitano Marco Quacquarelli, recentemente arrivato in città. Era da oltre un anno che, sul territorio, si era creato il problema dello spaccio di hashish da parte di rifugiati, allo scopo di raggranellare qualche soldo. Il primo a evidenziare la situazione era stato l'allora questore Salvatore Perrone, nel corso di un'audizione davanti all'amministrazione Cavicchioli, che aveva sollevato non poche polemiche. Diversi gli interventi, in tal senso, fatti dalla Destra biellese, per avere ragione di questo comportamento, e diversi i servizi effettuati dalle Forze dell'Ordine che avevano dato, in sporadici casi, esito positivo.