17 dicembre 2017
Aggiornato 01:00
Cronaca

Biellese in lutto, muore l'artista Omar Ronda

L'uomo da tempo soffriva per una forma tumorale. Aveva reso pubblica la sua battaglia, anche sui social. Aveva 70 anni

Oman Ronda con una delle sue opere (© Diario di Biella)

BIELLA - Biellese in lutto per la morte nella notte, a 70 anni, Omar Ronda, artista biellese. L'uomo era da tempo malato di una forma tumorale. Personaggio spesso sopra le righe per le sue provocazioni culturali, da qualche tempo aveva reso pubblica la sua battaglia contro il cancro, anche utilizzando Internet ed i social. Lascia la moglie Mariella e la sorella Germana.

BIOGRAFIA - Omar Ronda nasce a Portula, nel 1947. Dopo una prima esperienza come gallerista nella sua città d’origine, esperienza che gli permette di entrare in contatto con importanti artisti di fama internazionale, nel 1973 vola a New York, città nella quale decidere di trascorrere un intero anno. Nella Grande Mela l’artista ha modo di conoscere i maggiori rappresentati del mondo artistico del tempo: dalla celebre coppia di galleristi Leo Castelli e Ileana Sonnabend, agli artisti di fama mondiale Rauschenberg, Warhol, Lichtenstein e Basquiat, solo per citarne alcuni. Grazie all’amicizia con Leo Castelli e Gian Enzo Sperone – conosciuto in precedenza a Torino – comincia ad allestire mostre di grande risonanza internazionale per l’importanza e l’influenza degli artisti partecipanti.

LA FAMA - Benché all’apice del successo, agli inizi degli anni Novanta, Ronda decide di mettere fine alla propria esperienza come gallerista, per dedicarsi interamente alla progettazione artistica vera e propria, passione che coltiva fin da ragazzo. Così, nel 1993 è fra i fondatori, nonché teorico, del gruppo biellese «Cracking art» insieme a Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi e Carlo Rizzetti. Dal verbo inglese to crack che letteralmente significa icrinare, la «Cracking art» si pone, secondo i suoi aderenti, come movimento artistico di frattura con la tradizione passata, di quest’ultima prefiggendosi, come ambizioso obbiettivo, un radicale rinnovamento attraverso l’utilizzo di un nuovo e dirompente linguaggio, specchio della contemporaneità. Da qui l’impiego della plastica, materiale povero e quanto mai ordinario, ma, che, proprio a causa del suo utilizzo diffuso e consueto, si ritrova in tutto ciò di cui ci serviamo nella quotidianità. L’uso di materie plastiche – derivate dal petrolio. Il suo lavoro è stato teorizzato da critici e storici di rilievo fra i quali Tommaso Trini, Luca Beatrice, Harald Szeemann, Piero Adorno, Philippe Daverio.