23 gennaio 2018
Aggiornato 13:00
Cronaca

Delitto di Valle Mosso: giostraio e omicida insieme una sola volta

A indagini chiuse, ora la Procura di Biella aspetta di presentare il caso davanti ai giudici del tribunale

La vittima ed il tribunale biellese (© Diario di Biella)

BIELLA - Era la prima volta che si vedevano Pietro Bello, il 55enne giostraio disabile di Magenta, e Cristian Angileri, 40 anni, pregiudicato, di professione netturbino, da mesi in carcere con l'accusa di omicidio preter intenzionale. La Procura ha chiuso le indagini e, per il prossimo 14 marzo, è stata fissata l'udienza, con rito abbreviato, davanti al tribunale di Biella.

IL DRAMMA - Ma cosa è veramente accaduto in quell'abitazione di Valle Mosso, lo scorso 4 maggio? E i due, come si erano conosciuti? Alla seconda domanda è più facile dare una risposta. Probabilmente uno aveva messo un annuncio in una delle tante chat per adulti presenti sul web. Fissato l'incontro, Pietro Bello aveva raggiunto il Biellese. In diversi, in paese, li avevano visti parlare davanti a una tazzina di caffè, qualcuno giura addirittura di averli notati mangiare una pizza insieme. Poi, a casa del 40enne, dove si è consumato il dramma. Il giostraio, forse troppo coinvolto, ha perso la vita e l'altro, preso dal panico, ne ha nascosto il cadavere in soffitta, dove lo hanno trovato i carabinieri. La scomparsa di Pietro Bello, infatti, era approdata alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?». Per i familiari, il suo allontanamento era inspiegabile. Poi la svolta nelle indagini. Le celle agganciate dal cellulare della vittima portavano nella Valle di Mosso, dove effettivamente il cadavere è stato ritrovato. Per quello che riguarda la prima domanda, è probabile che la verità rimanga nascosta tra le pieghe delle carte processuali.