9 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Biella

Battere Napoli per aggiudicarsi l'accesso alla Coppa Italia

L'Eurotrend riceve venerdì al Forum (20,30) i partenopei con l'obiettivo categorico di vincere. Pollone: «La rabbia deve diventare energia positiva»

BIELLA - Luca Pollone ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida interna dell'Eurotrend contro il Cuore Napoli Basket (ultimi in classifica), in programma venerdì alle 20,30 al Forum. Gara che fa seguito alla pesante sconfitta in casa della capolista Casale Monferrato della scorsa settimana.

RABBIA - «Siamo ancora arrabbiati per la sconfitta di Casale, come è normale che sia quando perdi un derby giocando male. L'importante è capire come usare questa rabbia, analizzare al meglio la partita, cosa non è andato bene e cercare di migliorarlo subito. La rabbia deve diventare energia positiva. È stata una settimana complicata a causa di alcune assenze per l'influenza che sta circolando da giorni: Uglietti ad esempio è tornato in gruppo soltanto oggi. Quando mancano giocatori che fisicamente possono farti una mano importante è difficile mantenere a lungo un certo ritmo nell'allenamento. C'è da dire poi che durante il periodo natalizio, come è giusto che sia, i giovani rientrano a casa dalle loro famiglie e anche questo non aiuta».

COPPA ITALIA - «È vero che se domani dovessimo vincere ci qualificheremmo matematicamente alle Final Eight di Coppa Italia ma sinceramente non ci stiamo pensando. Vogliamo pensare partita per partita. Adesso siamo secondi, se vinciamo domani restiamo secondi, se non dovessimo farcela entrerebbero in gioco i risultati delle nostre dirette concorrenti. Domani puntiamo a conquistare i due punti. È l'unica cosa che ci interessa, la classifica la guarderemo nel post partita».

GIOVANI - «Come aiuto dalla panchina noi giovani abbiamo un importante responsabilità e a volte riusciamo a dimostrarla dando energia e positività, altre volte magari siamo un po' più titubanti e frenati. A Casale eravamo sottotono come tutto il resto della squadra, ma il fatto di essere giovani e per certi versi inesperti non è una scusante. Dovevamo entrare in partita diversamente fin dall'inizio, impostarla meglio a livello di difesa e aggredire i nostri avversari diretti. Non siamo riusciti a farlo nel migliore dei modi».

LAVORO, LAVORO - «È vero che i compagni ci chiedono anche altro, come prenderci un tiro aperto nel momento giusto. In settimana infatti abbiamo lavorato anche su questo aspetto. Nella seconda azione a Casale ho rinunciato a un tiro costruito e poi non ne abbiamo costruiti altri. La squadra lavora per darci il nostro spazio in campo e aiutarci a riconoscerlo. Jazz, Tim e Albano con esperienza e qualità ci aiutano a riconoscere le nostre aperture, quando siamo liberi, quando è importante leggere l'azione in una determinata maniera, quando lo è tirare... Ci aiutano a crescere. Nell'ultima partita in casa ho tirato da tre tante volte. La Virtus Roma aveva piazzato la zona, Ferguson e Bowers erano marcati quasi a uomo dalla prima linea e si erano creati spazi per il terzo esterno. Il coach ha voluto mettere me in quel ruolo perché magari tiro un po' di più rispetto a Wheatle e Uglietti. Erano tiri costruiti e me li sono presi».