20 settembre 2018
Aggiornato 16:00

Il tessile torna a dare lavoro, ma servono addetti specializzati

560 i profili richiesti per i primi mesi del 2018. Ermanno Rondi, vice presidente Uib: «Il paradosso biellese: le aziende cercano personale...»
Ermanno Rondi
Ermanno Rondi (Diario di Biella)

BIELLA – In arrivo più di 47 mila posti di lavoro nel settore del Tessile & Abbigliamento da qui al 2021. A disegnare il nuovo panorama nazionale del settore sono i numeri divulgati e commentati da Sistema Moda Italia sulla base dell’indagine svolta da Excelsior e Unioncamere. Dei 47 mila di cui sopra, si stima che circa il 29% andrà a raccogliersi nel bacino del Nord-Ovest, Biellese compreso. Sulle prospettive che si aprono a livello occupazionale nei prossimi quattro anni, abbiamo ragionato con Ermanno Rondi vice presidente Uib, con delega a Innovazione e Education.

I numeri divulgati da Sistema Moda Italia, fanno ben sperare e mettono in condizione di riproporre il tessile come settore occupazionale nuovamente appetibile anche in chiave locale. Quale sarà la ricaduta sul comparto biellese?
Solo per il periodo dicembre 2017- febbraio 2018 le industrie del tessile e moda biellesi prevedono l’inserimento di 560 addetti specializzati: molti di questi profili sono di difficile reperimento. Il dato positivo è la crescente richiesta di figure specializzate, indice di un inizio della ripresa della manifattura avvertibile anche a livello locale. Non manca, però, il risvolto negativo: le figure richieste, purtroppo, non si trovano. Ciò genera una situazione paradossale: le aziende cercano personale, ma allo stesso tempo, chi cerca lavoro non lo trova. perché le competenze che ha sviluppato non sono in linea con le richieste delle imprese.

Come rimediare a questa discrepanza?
Per colmare questo gap stiamo lavorando insieme al sistema scolastico e della formazione professionale per informare correttamente le famiglie e i ragazzi: scegliere una formazione tecnica è il migliore biglietto da visita per entrare in azienda.

Infatti, guardando alle stime, si vede che 34,5% delle figure professionali richieste saranno quelle di diplomati, alla luce di un ricambio generazionale riferito agli occupati in uscita. Diventa dunque fondamentale la formazione a livello secondario. Come riavvicinare i giovani al tessile, e alla formazione tecnica?
La parola chiave è «orientamento. Oggi, anche a livello locale, assistiamo ad una marcata virata verso i licei che la maggior parte dei ragazzi sceglie per proseguire gli studi. Quella che invece viene richiesta maggiormente è una formazione di impronta tecnica. È necessario fornire le informazioni giuste ai ragazzi e alle famiglie rispetto alle prospettive del mercato del lavoro e, soprattutto, sfatare il pregiudizio negativo nei confronti dell'industria: lavorare nei reparti delle nostre imprese significa avere talento, capacità e passione. Come dice spesso il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è profondamente sbagliato il detto comune «Se non studi, vai a lavorare» perché la realtà oggi è che «Solo se studi, puoi andare a lavorare».

Quale sarà il ruolo dell'alternanza scuola-lavoro nei prossimi anni in questo senso?
Certamente l'alternanza è uno strumento utile per avvicinare in concreto il mondo della scuola a quello delle imprese. Se utilizzato correttamente, può essere un banco di prova importante per i ragazzi, un’occasione per maturare coscienza delle proprie attitudini, arricchire le conoscenze teoriche con esperienza e nuove competenze, ed infine per scegliere non sulla base di mode, per trascinamento seguendo scelte di amici e conoscenti o semplicemente per comodità, ma sapendo cosa significa il lavoro in azienda e quali sbocchi sono attesi a fronte di un certo percorso scolastico. Sottolineo che l’alternanza non è un metodo di placement, ma un percorso didattico che completa gli studi teorici.

Quali gli strumenti che anche le imprese metteranno in atto per trovare maestranze adeguate, senza dover uscire dai confini locali e ridando propulsione al mercato del lavoro biellese?
Da tempo l'Unione Industriale Biellese sta lavorando per ridurre il disallineamento fra professionalità richieste dalle imprese e competenze offerte. Con una prospettiva di medio periodo, stiamo lavorando insieme alle scuole per allineare i programmi scolastici alla realtà delle imprese. Nel breve periodo, per dare una soluzione alle esigenze immediate da parte delle aziende, Città Studi sta sviluppando dei percorsi di formazione per profili specifici di 200 ore con anche il supporto di esperienze laboratoriali, in sintesi si sta costruendo un percorso di Academy personalizzabile sulle esigenze di singole o gruppi di imprese. Fondamentale il ruolo di Città Studi, non solo erogatore di contenuti formativi, ma anche ricerca e selezione delle persone da formare con percorsi collegati alle imprese che daranno sbocco ad assunzioni certe nei limiti dell’impegno e del risultato conseguito. Inoltre Biella, oltre ad essere un distretto con brand di eccellenza mondiale, può vantare un sistema formativo completo che può attrarre giovani talenti: dall'Itis tessile, all’ITS Tessile Abbigliamento e Moda fino a percorsi universitari e master.