9 agosto 2020
Aggiornato 21:30
Economia

Gruppo Zegna nel Cappellificio Cervo. «Presto i lavori»

Società del gruppo, acquista macchinari e immobile. Il manager: azienda storica, strategica per il mercato del lusso e per il Biellese

BIELLA - La società Zeca, controllata dal Gruppo Ermenegildo Zegna con la partecipazione dell’imprenditore Vincenzo Caldesi, ha acquisito la proprietà dello storico Cappellificio Cervo a seguito della sua messa in liquidazione da parte del Tribunale di Biella.​ E’ inoltre previsto l’ingresso nell’azionariato di Artigiana Cappellai, controllata dalla famiglia Borrione, che svolgerà anche la funzione di socio d’opera conferendo il ramo di azienda manifatturiero e il qualificato know how artigianale. ​L’acquisizione riguarda l’immobile di Sagliano Micca, i macchinari e i rinomati marchi: Cervo, Barbisio e Bantam. A breve, verranno avviati i necessari lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza dell’edificio che risale a fine ‘800. In parallelo, verranno definite le modalità operative per la ripresa dell’attività produttiva.

STORIA - Il Cappellificio Cervo, che prende il nome dal vicino torrente che attraversa il Biellese, fu fondato come cooperativa nel 1897 da mastri artigiani locali, che avviarono il percorso che lo portò a diventare uno dei più prestigiosi brand del settore. L’azienda dispone anche di macchinari originali del 1800, che consentono di mantenere inalterate alcune, peculiari procedure di lavorazione, particolarmente apprezzate da diversi, prestigiosi brand mondiali del lusso.
 
PAROLE - «L’acquisizione in partnership del Cappellificio Cervo - commenta Ermenegildo Zegna, Ceo dell’omonimo gruppo -, oltre a rispondere a una rinnovata attenzione della moda per il cappello, è anche dettata dalla volontà di contribuire a mantenere viva una abilità manifatturiera tipica del nostro territorio. Sono certo che anche grazie alle competenze dei nostri partner sapremo ridare lustro a un marchio storico che nei suoi centoventi anni di vita ha contribuito positivamente all’immagine del ‘saper fare bene’ di cui gode il Biellese».