13 dicembre 2018
Aggiornato 04:30

«No ad un nuovo supermercato nel Biellese»

Lettera aperta del presidente della Confesercenti, Angelo Sacco, che dice la sua sull'ipotesi di un altro centro commerciale a Cossato
Angelo Sacco, presidente della Confesercenti Biellese
Angelo Sacco, presidente della Confesercenti Biellese (Diario di Biella)

BIELLA - Presa di posizione del presidente della Confesercenti del Biellese, Angelo Sacco sul tema di un nuovo possibile centro commerciale a Cossato. Di seguito la lettera aperta scritta dal presidente dell'associazione e rivolta a tutti i soggetti istituzionali e non del territorio.

DOCUMENTO«Venerdì 26 gennaio ci sarà a Cossato una serata pubblica voluta dal comitato di iniziativa popolare. I rappresentanti del comitato hanno incontrato Confesercenti, che sarà presente alla serata e sicuramente, come ha già fatto per Biella in un recente passato, quando si è permesso l’insediamento dell’ultimo supermercato, non potrà che esprimere la propria contrarietà. Non si tratta di un no per partito preso a difesa di negozi di vicinato e nemmeno di un voler dire «noi l’avevamo detto» non serve. E si perché Confesercenti, a livello nazionale e locale, ha sempre sostenuto, fin dagli anni 80/90 che la crescita della grande distribuzione avrebbe fatto danni, che avrebbe fatto morire le città, con la chiusura dei negozi di vicinato, senza aumentare posti di lavoro ecc ecc. E questo è avvenuto non solo a Cossato, ma in tutta Italia. Non tutti la pensavano allo stesso modo, anche chi oggi ha capito e sostiene con forza, con noi, che BASTA nuove aperture, un tempo ha sostenuto che era giusto che il consumatore potesse avere sul territorio tutte le forme di commercio, e non solo negozi di vicinato, che avevano a loro dire, fatto il bello ed il cattivo tempo (associazioni di consumatori, organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, partiti politici….)».

IL PUNTO - «Il risultato è stato che in Italia, non a Cossato, si è liberalizzato il commercio, proprio solo il commercio, tante altre liberalizzazioni sono rimaste al palo e siamo arrivati al paradosso, che le farmacie fanno i turni, ma i supermercati possono stare aperti 24 ore su 24! Cossato aveva resistito, fino quando ha potuto e ancora oggi gli viene rimproverato di aver detto «no» all’insediamento dell’Esselunga e certo, con il senno di poi è stato uno sbaglio: l’Esselunga si è insediata a Quaregna e Cossato  ne ha raccolto solo i danni per il commercio tradizionale e non i frutti. (Nelle casse pubbliche sarebbero potuti entrare dei soldi per oneri e imposte, ma non sarebbe cambiato nulla per i commercianti locali , a meno che il ricavato non venisse destinato direttamente a loro, ma non ha funzionato così da nessuna parte, non si è mai sentito parlare di fondi degli oneri incassati dalla grande distribuzione destinati ad iniziative per tenere sul mercato gli esercizi di vicinato). Detto questo negli anni a venire si sono poi insediati tutti gli altri gruppi della grande distribuzione a Vigliano, Biella, Masserano, quindi anche se a Cossato non avessero lasciato aprire che esercizi di vicinato, difficilmente i consumatori si sarebbero fermati nella loro città per gli acquisti. Per spostarsi a Biella, sicuramente, tutti dicono e lo diciamo anche noi, che «Gli Orsi» hanno dato il colpo di grazia al commercio tradizionale ed al centro storico, ma senza questo insediamento, siamo sicuri che non sarebbero sorte le solite polemiche del : a Biella e Biellese non cè  niente…..?!? Sicuramente i biellesi consumatori, automuniti, non si sarebbero fermati al solo shopping a Biella, ma si sarebbero fatti tentare da acquisti fuori porta, Vicolungo ecc...».

COSSATO - «Per tornare a Cossato, quindi abbandonati i piani commerciali, in termini normativi regionali è nel piano regolatore comunale che dovevano trovare posto le linee del commercio , non si poteva, pena la non approvazione del piano regolatore da parte della regione, non destinare localizzazioni per le aperture di medie strutture di vendita, che hanno dato origine alle aperture di tutti i supermercati che conosciamo, dove facciamo la spesa, con l’imbarazzo della scelta per i consumatori e la legge della concorrenza. Un nuovo supermercato quindi, oggi a Cossato non serve. Non è pensando che in passato sono stati fatti degli errori, che giustifica il continuare a farne! Adesso le città hanno bisogno di tornare a rivivere, noi tutti sentiamo il bisogno di riappropriarsi delle nostre città , le amministrazioni comunali che governano e, chi a breve si candiderà per farlo, è a questo che con capacità politica devono pensare, senza mai dimenticare che : solo se vive il commercio, vivono la città».