21 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

«Safer internet Day»: a Biella la giornata mondiale della sicurezza in Internet

Un'occasione di confronto tra professionisti per discutere concretamente del fenomeno del bullismo. Presente il dott. Tullio Borella, per associazione «Dedalo». Ecco il suo racconto
«Safer internet Day» a Biella
«Safer internet Day» a Biella (Shutterstock.com)

BIELLA – Martedì 6 febbraio al Sella Lab si è tenuto il «Safer internet Day», il convegno di avvocati, insegnanti e psicologi che hanno delineato il fenomeno bullismo e cyberbullismo. L'incontro era aperto al pubblico per sensibilizzare e ricordare la presenza tra gli adolescenti di questo fenomeno, che risulta diffuso e pericoloso per la salute mentale e talora fisica dei ragazzi. L'avvocato Verardo ha illustrato una grande opportunità di contrasto e lotta a bullismo e cyberbullismo contenuta nella nuova legge: dal 2017 una norma specifica permette ai giovani dai 14 anni in su di rivolgersi direttamente e autonomamente alle autorità chiedendo l'oscuramento di contenuti offensivi dai social e dalla rete.

Testimonianze dalla scuola
La professoressa Verzella ha delineato l'atmosfera di attenzione consapevole al fenomeno che è diffusa nelle scuole, da parte degli insegnanti e di tutto il personale adulto scolastico. Ha mostrato un video molto interessante , realizzato dagli studenti stessi, che mette in scena efficacemente una storia di bullismo a scuola. Ha sottolineato anche le difficoltà di comunicazione con molti genitori, che sovente non considerano con adeguata serietà e fiducia i racconti e le testimonianze degli insegnanti riguardo ai comportamenti, ai problemi del figlio o della figlia.

L'analisi degli psicologi
Lo psicologo dott. Ferraud ha ricordato punti chiave nella conoscenza del problema: bullismo e cyberbullismo sono definiti da caratteristiche precise (intenzione di danneggiare, continuità nel tempo, diffusione dell'atto aggressivo a un pubblico), così da non sovrastimare le comuni manifestazioni di conflitto e di aggressività tra adolescenti, che non sono bullismo. Il bullo è un o una giovane con disagio emotivo che usa questo modo offensivo e lesivo nel tentativo di risolvere i propri problemi, quasi a scaricarli su un altra persona identificata come debole la vittima soffre sempre molto l'aggressione, che sia fisica o peggio mediatica, non chiede aiuto agli adulti per timore della loro reazione; pensa che come rimedio scelgano quello che lui o lei teme di più , cioè che gli impediscano di frequentare quella area sociale che è la fonte della sua identità adolescenziale, è l'ossigeno della sua vita. Preferisce vivere in silenzio e nella vergogna le angherie più pesanti, cercando sfoghi talora pericolosi perchè auto-lesivi , fino al tentativo di suicidio. Questi tentativi talora tragicamente riescono o sfuggono al controllo, chiudendo nel modo più violento e assurdo la vicenda.

Le possibili soluzioni
Un elemento della classe stessa, meglio se adeguatamente formato, può essere la risorsa di salvezza per la vittima, che parla con maggior facilità con un compagno di classe. Questi poi farà da tramite con gli adulti competenti per cercare la soluzione del problema. L'intervento della psicologia nella crisi da bullismo e cyberbullismo può fare molto. Può sostenere i genitori nella conoscenza e nella capacità di gestione della difficoltà del figlio o della figlia. Può sostenere anche gli adulti della scuola nel loro compito di responsabilità. Può aiutare entrambi i protagonisti, bullo e vittima, a capire i pensieri, i motivi, i sentimenti che sono coinvolti nel dramma e che spesso non sono conosciuti e accettati. Quasi sempre la consapevolezza cognitiva e emotiva di sé e dell'altro consente di sciogliere i nodi mentali che sono alla base dei comportamenti inadeguati e dannosi.