21 ottobre 2018
Aggiornato 02:30

Caso Seab, Belletti prova a difendersi

Nuova udienza del processo che lo vede accusato, tra i vari reati, anche di molestie. Ancora in aula il 12 aprile
Tribunale di Biella e Silvio Belletti
Tribunale di Biella e Silvio Belletti (Diario di Biella)

BIELLA - «Non potevo più svolgere le mie mansioni a causa delle pressioni subite». Ha parlato così, in aula, Silvio Belletti, l'ex amministratore delegato di Seab, che ha scelto di raccontare ai giudici la sua verità. Accusato di abuso di ufficio, tentata concussione, molestie, violenza privata e indebita induzione a dare o promettere utilità, sin da quando è scoppiato il caso, oltre due anni fa, si è sempre proclamato innocente. Un caso che aveva destato non poco scalpore in provincia, anche al di fuori del mondo politico. Da anni ai vertici del servizio, una lettera anonima, finita sul tavolo del sostituto procuratore Ernesto Napolillo, ora trasferito ad altra sede, lo inchiodava a pesanti responsabilità: favoritismi nelle assunzioni e addirittura avances nei confronti di una dipendente, avvenuti tra il 2010 e il 2015. L'indagine era decollata e, ancora prima della richiesta di rinvio a giudizio, Silvio Belletti era finito alla ribalta delle cronache. Difeso dall'avvocato Andrea Conz, nel corso dell'ultima udienza del processo che lo vede alla sbarra, non ha battuto ciglio a fronte delle domande postegli dalla pubblica accusa. Si torna in aula in prossimo 12 aprile con l'audizione degli ultimi testi.