15 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

«C'erano 10 milioni di debiti... Ora invece l'ente può tornare ad assumere»

Dura risposta del presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo, a Doriano Raise di Liberi e Uguali
Emanuele Ramella Pralungo
Emanuele Ramella Pralungo (Diario di Biella)

BIELLA - Scontro tra il presidente provinciale Emanuele Ramella Pralungo e Doriano Raise, ex assessore comunale e oggi candidato alle politiche per Liberi e Uguali. Nei giorni scorsi l'ex assessore aveva sostenuto che l'ente provinciale è di fatto a rischio paralisi, tra difficoltà e economiche e identità istituzionale. Parole che non sono piaciute a Ramella, che orgogliosamente ha difeso il suo operato in una lettera aperta.

RIFORME - "Innanzitutto preme ricordare che alcuni soggetti che oggi si candidano con Liberi e Uguali, sono gli stessi che nel 2014 votarono, in Parlamento, la Legge Delrio, partecipando, quindi attivamente, alla sua entrata in vigore. Detto questo, è altresì utile rammentare che i trasferimenti agli enti provinciali hanno iniziato a diminuire fin dalle ultime leggi di bilancio del Governo Berlusconi, passando per il Governo Monti, Bersani, per arrivare ai governi Letta e Renzi (periodo in cui il leader di Liberi e Uguali era presidente del Senato ed in forza al PD). Mi chiedo dunque dove abbia vissuto Raise negli anni dal 2011 all’inizio del 2016, periodo in cui Bersani ha condiviso molte, moltissime delle scelte promosse dai governi Monti, Letta e Renzi e dove lui stesso, nel 2014 e nel 2016 ha condiviso le disposizioni della Legge Delrio, partecipando attivamente al voto delle elezioni provinciali. Per coerenza con ciò che afferma avrebbe dovuto astenersi dal voto».
 
SOLDI - «Non credo dunque debba ritenersi credibile un’uscita come quella di cui trattasi vista l’intermittenza con cui Raise espone le proprie idee, che lo portano, nel tempo a dimostrare grande incoerenza e incostanza di pensiero. Si ritiene inoltre utile rammentare che la situazione relativa alla Provincia di Biella, così come descritta dall’aspirante deputato, appare assolutamente priva di ogni fondamento. Il sottoscritto si è insediato alla presidenza della Provincia di Biella trovando un buco di oltre 10 milioni di euro. Oggi, a tre anni e qualche mese di distanza, dopo immensi sforzi e manovre di bilancio che hanno richiesto sacrifici a tutto il territorio, possiamo affermare con serenità che l’ente è tornato ad avere una stabilità economico-finanziaria. Sono assolutamente consapevole che i sacrifici siano stati sostenuti da tutti i cittadini e da tutto il territorio, ma non c’erano altre vie percorribili se non quelle intraprese, per risanare un Ente in quelle condizioni».
 
ASSUNZIONI - «Concludo esternando la mia indignazione riguardo l’ampia impreparazione messa nero su bianco da chi si candida al Parlamento della Repubblica. Ritengo inaudito, infatti, che Raise non sappia nemmeno che il Centro per l’Impiego non sia di competenza della Provincia, in quanto esso dipende direttamente dall’Agenzia Piemonte Lavoro (agenzia della Regione Piemonte) e che qualora abbia rimostranze riguardo al Centro per l’Impiego l’interlocutore debba essere la Regione Piemonte e non la Provincia di Biella. Infine ritengo utile chiarire che la possibilità di assumere concessa alle Province è frutto di un emendamento promosso dal direttivo dell’UPI, di cui sono membro e per il quale mi sono fortemente battuto, e accolto dal Governo. Per la Provincia di Biella, che negli anni conta svariati pensionamenti e trasferimenti, tornare ad assumere (le ultime assunzioni risalgono a 10 anni fa) è un segnale assolutamente positivo di ripresa ed è il risultato della buona gestione e del raggiungimento degli obiettivi che il sottoscritto si era prefissato ad inizio mandato».