25 maggio 2018
Aggiornato 03:30
Eccellenze

Biellese e Vercellese scrigni dell’agroalimentare

Il made in Italy che conquista il mondo è custodito nei piccoli centri. Biella e Vercelli non fanno difetto: 10 le produzioni Dop e Igp, dal riso ai formaggi, che portano turismo e occupazione

Riso, patrimonio di Biellese e Vercellese (© Diario di Biella)

BIELLA – Il 2018 è «l’anno nazionale del cibo italiano nel mondo», e gli ultimi dati raccolti da Coldiretti parlano di un giro di export per l’agroalimentare made in Italy che supera i 40 miliardi di euro nel solo 2017, con un aumento percentuale del 7% rispetto all’anno precedente. Un record storico, così viene definito, ed il merito viene soprattutto dai piccoli centri: sono loro gli autentici custodi della tradizione gastronomica nazionale, e quelli biellesi e vercellesi non fanno difetto.

IGP E DOP, IL PREDOMINIO DEI PICCOLI COMUNI - A confermarlo è Coldiretti Biella e Vercelli che ha spulciato il recente studio condotto da Coldiretti e Symbola «Piccoli comuni e tipicità», presentato a Roma in gennaio. Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di 5 mila abitanti e il Piemonte di piccoli comuni ne ha a bizzeffe, ma non solo, è anche terra ricchissima di eccellenze alimentari. In questo vasto e succulento calderone, che conta più i mille borghi e 23 specialità tra Dop e Igp, la nostra provincia, unita al vicino Vercellese custodisce un vero e proprio tesoro.

BIELLA E VERCELLI – Nei 152 piccoli centri spalmati in modo pressoché omogeneo sulle due province si conta la cifra record di 10 produzioni d’eccellenza, con in pole position il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese e la Toma Piemontese, entrambi certificati con la Denominazione d’Origine Protetta. Il tutto senza contare i numerosi vini Doc e Docg. «I nostri piccoli comuni rappresentano la stragrande maggioranza del totale delle amministrazioni locali - spiega il presidente della Coldiretti interprovinciale, Paolo Dellarole – e formano una rete diffusa e capillare, che si spinge dalla pianura alla montagna, dove il senso di comunità si allea con l’appartenenza territoriale e la custodia di valori e cultura come quella del cibo e dei prodotti tipici».

TURISMO E OCCUPAZIONE - Un patrimonio che ha già una ricaduta positiva in termini di occupazione e turismo, ma che può ancora contare su buone chance di crescita. «I piccoli comuni sono meta di un numero crescente di turisti che vanno alla ricerca del gusto, delle tradizioni locali e delle specialità culinarie – prosegue Dellarole -. Su questo fronte, Coldiretti è particolarmente attiva anche grazie alla presenza degli agriturismi e delle imprese della rete di Campagna Amica, che scelgono di aprire le proprie porte al pubblico; mentre sul fronte didattico ci siamo spesi affinché gli itinerari rurali del vercellese fossero inseriti nei più importanti circuiti di proposte di visite studio dirette alle scuole di tutta Italia». Infine, è da segnalare l’impegno di molti giovani che hanno scelto di non abbandonare i piccoli centri e gli antichi borghi e di dedicarsi alle produzioni autoctone di qualità.