18 giugno 2018
Aggiornato 21:00

Rinviato il processo per estorsione a una donna

L'imputato non c'era. La vittima invece era presente coi segni di sigarette spente sulle braccia

Il tribunale biellese (© Diario di Biella)

BIELLA - Si è aperto ed è stato rinviato al prossimo 9 maggio, il procedimento, per estorsione a carico di un 57enne residente nel Biellese Orientale. Difetto di notifica, la causa, visto che né lui né l'avvocato avrebbero ricevuto la convocazione, spedita con raccomandata. La vittima, invece, davanti al gup si è presentata, insieme al legale, l'avvocato stabilito Guglielmo Ramella. Lei non ha nulla da nascondere e di cui vergognarsi. Anni di sopprusi, da quando l'uomo l'aveva fatta arrivare in provincia dal sud Italia.

IL RACCONTO«Ero giovane e ingenua - racconta la 40enne -. Vedevo tutto il mio mondo in lui. Poi la violenza. Dopo tempo, ho trovato il coraggio di denunciarlo e voglio che la mia storia esca sui giornali». Una storia agghiacciante, da quello che emerge dal capo di imputazione, che deve far riflettere, visto che domani, 8 marzo, è il giorno della Festa della donna. Perchè fa male, per chi scrive e dovrebbe essere imparziale, vedere su un braccio i segni di più di una sigaretta spenta, solo per il gusto di fare del male gratuito.