21 settembre 2018
Aggiornato 13:30

«Lavoro? I ragazzi devono scegliere università scientifiche»

Oggi è la Giornata della Matematica. Analisi e riflessioni di Ermanno Rondi, dell'Unione Industriale Biellese
Ermanno Rondi
Ermanno Rondi (Diario di Biella)

BIELLA - Dal 2017 la «Giornata della Matematica" viene celebrata anche in Italia attraverso una serie di iniziative, in primis quella del Ministero dell’Istruzione che coinvolge in una sfida online sulla matematica centinaia di studenti, con l’obiettivo di promuovere la formazione scientifica soprattutto fra le ragazze. Quattrodici marzo o, alla inglese, 3 -14. Oggi è il trentesimo anniversario del Giorno del Pi Greco, la costante matematica che, oltre alla geometria, trova applicazioni nel campo della meccanica quantistica, della teoria della relatività, dell’elettromagnetismo, nel calcolo delle probabilità.

INDUSTRIALI - «Dalla scelta dell’istituto superiore a quella della facoltà di laurea, le materie scientifiche hanno uno scarso appeal – ricorda Ermanno Rondi, vice presidente dell’Unione Industriale Biellese con delega a Innovazione ed Education -. Sono pochi i laureati nelle materie «Stem» (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) mentre da parte delle imprese la richiesta di queste competenze è alta. Come emerge da una ricerca del Sistema Excelsior, per un laureato su tre c’è un forte distacco fra le competenze offerte e quelle domandate e ciò dipende principalmente dal fatto che, rispetto agli altri Paesi europei, in Italia ci siano pochi laureati e «sbagliati» perché mal distribuiti nelle facoltà».

I NUMERI - Nel 2016 i neo-laureati sono stati 300 mila (il 23% in area umanistica) e circa la metà ha trovato un impiego. I profili introvabili riguardano l’ingegneria elettronica, l’ingegneria industriale, l’ambito scientifico, matematico e fisico: «E’ dunque evidente che ­– continua Rondi - per ridurre questo disallineamento, dannoso sia per la realizzazione delle singole persone che per la crescita delle imprese, è importante agire sull’orientamento, perché, oltre alle proprie attitudini personali, i ragazzi tengano in considerazione anche le informazioni corrette rispetto alle opportunità lavorative».