16 ottobre 2018
Aggiornato 10:00

Sedie d'artista contro i suicidi

Sarà inaugurata il 25 marzo l’installazione di un giovane artista cossatese. L’opera si intitola “Res Humanae”
Progetto dell'opera e ponte
Progetto dell'opera e ponte (Diario di Biella)

BIELLA - Sarà inaugurata il 25 marzo l’installazione di un giovane artista cossatese. L’opera si intitola «Res Humanae» e si pone quale obiettivo la sensibilizzazione riguardo un tema molto delicato: il suicidio.
 

IL PRESIDENTE- «La proposta ci è giunta alcuni mesi fa - così spiega il presidente provinciale Emanuele Ramella Pralungo -  e ci è subito sembrata una buona proposta sotto diversi aspetti: dalla delicatezza del tema trattato alla valorizzazione di un giovane talento del territorio. Proprio vista la delicatezza del tema che l’installazione affronta abbiamo ritenuto indispensabile ottenere un parere dal direttore della Struttura Complessa di Psichiatria dell’Azienda sanitaria locale di Biella, da sempre impegnata in questa difficile battaglia. Messi insieme tutti i tasselli abbiamo deciso di procedere dando il supporto necessario affinché quest’opera potesse essere realizzata.»
 
L'OPERA - L’installazione ha quale simbolo principale la sedia in quanto questa rappresenta metaforicamente la stabilità, e ancor più la persona. Van Gogh nel 1888 dipinse una sedia gialla, calda e accogliente, ma inesorabilmente vuota. Forse lasciata da qualcuno che è andato via, oppure in attesa di una visita. Il male di vivere serpeggia nei colori accesi della tela. La sedia, in psicologia, è centrale nella tecnica della sedia vuota. In ogni caso, comunque indica l’assenza di qualcuno o di qualcosa e di conseguenza il posto vuoto che questa mancanza determina. Lo stesso vuoto che i suicidi lasciano alle loro spalle e che devono subire i famigliari delle vittime. Appese in quel contesto precario, le sedie sembrano quasi voler cadere da un momento all’altro, accarezzate dal vento che le fa oscillare, come le vite di queste persone, in bilico in un periodo «ventoso».
 
LE PAROLE - «Ho fortemente voluto realizzare quest’opera per dare il mio contributo su un tema così delicato - ha dichiarato il giovane artista Lorenzo Gnata - e ringrazio la Provincia di Biella per aver accolto la mia proposta. Con questa installazione spero che la gente possa riflettere su questo delicato tema, ma vuole essere anche una sorta di monumento contemporaneo, un qualcosa che la comunità riconosca ed identifichi come tale. Oggi l’idea di monumento è molto cambiata, non possiamo più parlare solo di statue o edifici, ma possiamo pensare anche a strade, svincoli o in generale punti di riferimento condivisi da più persone. Non ho la pretesa e la presunzione di ovviare al problema, ma il mio obiettivo è trasmettere quei valori che oggi si stanno lentamente spegnendo, in quanto nulla é più importante della vita, e nel momento in cui superi il guardrail e scavalchi la ringhiera, sai che qualcuno, in una casa, si troverà il peso di quella sedia vuota».