Cronaca | Biella

«Ma quale arte... Quelle sedie sono un'opera angosciante e inutile»

Livia Caldesi scrive una lettera aperta al sindaco Cavicchioli, per riflettere sull'opera installata sul ponte della tangenziale

Progetto e tangenziale
Progetto e tangenziale (Diario di Biella)

BIELLA - Lettera aperta del consigliere comunale cittadino Livia Caldesi, subentrata a Palazzo Orpa al posto del collega Andrea Delmastro, eletto in Parlamento con Fratelli d'Italia, sul tema delle sedie d'artista esposte sul ponte della tangenziale di Biella (l'opera). Il documento è rivolto al sindaco di Biella, Marco Cavicchioli, anche se la strada è di compentenza della Provincia e quindi della presidenza di Emanuele Ramella Pralungo.

LA LETTERA - «Ho appreso con perplessità, che un artista ha pensato di appendere 50 sedie al ponte della tangenziale, meta a noi Biellesi tristemente nota per l’alto numero di persone che lí si sono tolte la vita. Questa opera d’arte é stata definita anti suicidio. Vorrebbe dissuadere le persone dal compiere questo disperato atto evocando, attraverso la presentazione delle sedie vuote, la mancanza che  si verrebbe a creare con la loro scomparsa - scrive Caldesi, storica figura della destra bielelse -. Almeno cosí ci é stato spiegato… Questa é l’arte contemporanea, che francamente faccio fatica a comprendere… dove arte é un oggetto al quale attribuire un significato. Punto. Rimpiango artisti come Raffaello o  Botticelli che passavano ore ad esercitarsi per imparare a creare linee flessuose, ma tant’é… ».

INQUIETANTE - «Tornando allo scopo dell’esposizione di quest’opera, non mi sento di condividere la funzione anti suicidio. Al contrario. Da lontano sembra di vedere persone impiccate, é un'opera angosciante, inquietante. Mi domando se non potrebbe addirittura favorire l’emulazione. Inoltre un luogo di dolore che evoca eventi di questo genere non dovrebbe costituire stimolo per opere d’arte o celebrazioni di questo tipo, oltre al fatto che mi sembra irrispettoso verso le famiglie delle vittime in quanto quest’opera altro non fa se non che sottolineare la loro perdita. Vogliamo aggiungere che potenzialmente rappresenta la Provincia come una zona di suicidi e quindi non allettante per scopi commerciali e turistici? - chiede Caldesi - A fronte di queste riflessioni Le domando, Signor Sindaco, se non ritenga di dover intervenire affinché questa «opera» sia rimossa al più presto dal ponte della tangenziale e di dare inizio, invece, ad una seria riflessione sull'opportunitá di dotare il ponte di una barriera, di una rete, di una protezione, senza rimandare ancora la discussione".