24 aprile 2018
Aggiornato 04:30
Attualità

Il caso di urologia divide il mondo politico biellese

Rinaldi (5 Stelle) esulta. Delmastro: «Perché premio di produzione alla dirigenza?». Cavicchioli: «Rispetto per le indagini in corso»

Cavicchioli, l'ospedale e Delmastro (© Diario di Biella)

BIELLA - Il caso del primario di urologia Zamarella sospeso per un anno dal lavoro in ospedale, a seguito delle inchieste giudiziarie di cui deve rispondere all'autorità (il caso) scuotono il mondo politico locale. A gridare vittoria, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Rinaldi che da sempre sul caso ha puntato i riflettori con suoi interventi e invettive. Nei giorni scorsi, però, anche il deputato di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro (ex consigliere comunale a Palazzo Oropa) è entrato nel merito della vicenda, chiedendo chiarezza e puntando il dito sul comportamento del primo cittadino Marco Cavicchioli.

RINALDI - «Mi fa piacere prenderne atto - ha scritto sul proprio profilo facebook, Rinaldi - Ma oggi una cosa voglio dirla a chi, in questi mesi, mi ha vergognosamente accusato e minacciato! Nella vita devi decidere se avere coraggio e metterci la faccia per tutelare i cittadini oppure fare finta di niente su tutto! io ho fatto la mia scelta... Fatelo pure voi».

DELMASTRO - «Il 16 febbraio la rappresentanza della Conferenza dei Sindaci dell'Azienda sanitaria locale ha votato il raggiungimento degli obiettivi  gestionali e di salute assegnati al direttore generale, Gianni Bonelli - scrive Delmastro, in una nota -. Il solo sindaco di Ponderano ha chiesto che la votazione venisse rinviata per via della indagine proprio sull'Asl che coinvolgeva un primario e che indirettamente poteva mettere in discussione anche le modalità con cui venivano perseguiti gli obiettivi e venivano predisposte le statistiche. Non sarebbe crollato il mondo e semplicemente i sindaci avrebbero potuto esprimere il loro parere all'esito dell'indagine, con l'unica conseguenza di rinviare il bonus economico del direttore generale». E ancora: «Improvvidamente il sindaco di Biella Cavicchioli, con fermezza degna di ben altra causa, decise di..."tirare diritto" e votare per il raggiungimento degli obiettivi, con ciò gratificando economicamente il direttore generale, ma assumendo anche un atteggiamento di indifferenza verso lo "tsunami giudiziario" che si profilava all'orizzonte. Oggi tristemente la Cassazione conferma la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio delle attività di medico ospedaliero all'interno dell'Ospedale di Ponderano a carico di un primario, strenuamente difeso dalla dirigenza di Asl. Non sarebbe stato più prudente e rispettoso della Procura di Biella e della Corte d'Appello di Torino attendere l'esito delle indagini prima di "premiare economicamente" la dirigenza? Mi auguro - perché sarebbe mortificante come politico e cittadino il contrario - che il primario riesca a provare la sua assoluta estraneità ai gravissimi fatti contestati e che la dirigenza Azienda sanitaria locale non venga minimamente coinvolta, ma i Sindaci non avrebbero potuto aderire alla richiesta del Sindaco di Fratelli d'Italia di attendere l'esito delle indagini prima di votare spensieratamente il raggiungimento degli obiettivi gestionali?». Delmastro quindi conclude il suo intervento così: «L'accusa di duplice omicidio colposo e di falso - così come riportata dai giornali - è agghiacciante e i Sindaci avrebbero avuto il diritto e il dovere di volerci vedere chiaro prima di votare il raggiungimento degli obiettivi gestionali. Fratelli d'Italia aveva invocato prudenza e aveva chiesto di soprassedere senza così assumere una posizione che potesse sembrare indirettamente a favore o contro della Procura di Biella o dell'Ospedale di Biella, ma così non è stato. Mi auguro che  il primario riesca a dimostrare la sua assoluta estraneità e che la dirigenza ASL BI non sia lambita dalla inchiesta, né che ad essa possa essere mosso alcun rilievo anche solo di opportunità nella strenua difesa del primario in questione. Se viceversa la vicenda trovasse conferma processuale ci arrenderemo al fatto che la Politica Biellese ancora una volta ha fallito la missione che è anche quella di controllo, viceversa non si capisce perché i Sindaci siano chiamati a votare il raggiungimento degli obiettivi gestionali».

PARLA IL SINDACO - «Ho sempre ritenuto che si debba avere fiducia nelle Istituzioni e nella Costituzione della Repubblica Italiana. Le prime in quanto esplicano un’attività di controllo seria e approfondita. La seconda in quanto contiene principi che tutelano i cittadini e che devono essere osservati da tutti i membri della nostra società. La combinazione di questi fattori ha fatto sì che un Paese fortemente arretrato sia diventato a partire dal dopoguerra una grande nazione, sia sotto il profilo del benessere che per quanto concerne il rispetto dei diritti delle persone. In questi giorni accade di leggere accuse alla direzione sanitaria dell’Asl di Biella e alle strutture sanitarie dell’Ospedale degli Infermi in ragione di un’indagine circa gravi violazioni che un primario avrebbe commesso nell’esercizio della sua attività ospedaliera. Non credo sia questo il modo corretto di rapportarsi alla questione - scrive il "primo cittadino" del capoluogo provinciale -. Personalmente nutro profonda fiducia nella magistratura inquirente e nella magistratura giudicante: Esse svolgono e svolgeranno il loro ruolo, nel pieno rispetto delle loro prerogative nonché di quanto previsto dalla nostra Costituzione, il cui articolo 27 prevede la presunzione di innocenza. Nutro anche profonda fiducia nell’operato dalla Direzione dell’ASL di Biella  e delle strutture sanitarie dell’Ospedale degli Infermi, composte da oltre 1.500 addetti, che svolgono in modo attento e professionale i propri compiti a tutela dei cittadini e degli utenti. Se ci sono state responsabilità verranno certamente accertate e ciò avverrà nel rispetto delle procedure, che garantiscono i diritti di tutti. Se qualcuno ha delle accuse circostanziate le presenti alle Autorità competenti, senza fare improvvisati processi di piazza e senza adombrare fumosi sospetti che danneggiano ingiustamente la fiducia che le nostre strutture sanitarie (medici, infermieri, operatori tutti) hanno meritato con impegno e professionalità nel corso degli anni. Qualcuno vorrebbe farci tornare al medioevo, ai processi ordalici, alla sfiducia preconcetta nelle istituzioni, nella medicina, nella scienza. Sono certo che i cittadini non si faranno ingannare».