20 settembre 2018
Aggiornato 11:30

Infermieri assunti irregolarmente per evadere le tasse

Indagine della Guardia di finanza in una struttura socio sanitaria del Biellese. 331 casi per oltre 1,6 milioni di euro non corrisposti all'erario
L'indagine è stata svolta dalla guardia di finanza di Biella
L'indagine è stata svolta dalla guardia di finanza di Biella (Diario di Biella)

BIELLA - La Guardia di finanza biellese ha sottoposto a controllo una struttura socio sanitaria operante sul territorio biellese. Nel corso dell’attività è stato approfondito l’inquadramento del personale assunto ed impiegato nella struttura, al fine di verificare se la società che la gestisce abbia rispettato gli standard richiesti dalla normativa vigente, soprattutto nel caso in cui tali prestazioni siano in tutto o in parte a carico del Servizio sanitario nazionale. Fin da subito è apparso anomalo l’inquadramento, come apprendisti, di gran parte del personale dipendente della struttura, in realtà impiegato effettivamente come infermiere e operatore socio sanitario. L’attività operativa è stata rivolta verso queste due figure, in quanto, non solo sono figure già professionalizzate, ma anche perché i minutaggi da loro erogati sono rendicontati e comunicati costantemente alla Azienda sanitaria locale.

INDAGINE - A seguito di numerosi approfondimenti normativi, nonché grazie ad una proficua collaborazione con le sedi biellesi dell’Inps e della ex Ipasvi (da poco Ordine delle Professioni Infermieristiche), è stato possibile constatare come tale modus operandi sia stato chiaramente finalizzato al solo scopo di realizzare un’evasione contributiva ai fini assistenziali e previdenziali nonché di abbattere i costi del personale mediante la corresponsione di una retribuzione ben più bassa (apprendista) rispetto a quella prevista dal contratto collettivo nazionale (infermiere ed operatore socio sanitario).

EVASIONE - La condotta posta in essere dalla società ispezionata rappresenta non solo una forma di sfruttamento dei lavoratori, ma anche una forma di evasione contributiva e previdenziale che sottrae importanti risorse future per il pagamento delle pensioni e delle altre forme assistenziali e previdenziali a carico dello Stato, oltre a costituire un mancato introito nelle casse dell’erario a causa della omessa effettuazione delle ritenute d’acconto ai fini Irpef sul maggior reddito non corrisposto. La verifica ha consentito di individuare 331 lavoratori assunti irregolarmente come apprendisti con una quantifica di contributi assistenziali e previdenziali evasi per un ammontare complessivo di 1.684.179,37 euro ai quali dovranno essere sommate le relative sanzioni che saranno erogate, per gli aspetti di rispettiva competenza dall’Inps e dall’Ispettorato del lavoro.