15 agosto 2018
Aggiornato 17:00

Le lettere di Riccardo Gualino patrimonio della Biblioteca di Biella

L'acquisto dei documenti, preziose testimonianze dell'attività dell'imprenditore appassionato di arte nato in città nel 1879, è stato reso possibile grazie ai 3.500 euro investiti da un anonimo donatore
Riccardo Gualino nacque a Biella nel 1879 e morì a Firenze nel 1964
Riccardo Gualino nacque a Biella nel 1879 e morì a Firenze nel 1964 (ANSA)

BIELLA - Una serie di lettere, datate dal 1919 al 1957, che hanno al centro la figura di Riccardo Gualino, saranno consegnate mercoledì 16 maggio alle 11,30 alla Biblioteca Civica di Biella, dopo l'acquisizione da parte del Comune, grazie all'intervento di un mecenate. L'acquisto dei documenti, preziose testimonianze dell'attività dell'imprenditore appassionato di arte nato in città nel 1879, è stato reso possibile grazie ai 3.500 euro investiti da un anonimo donatore, che si è impegnato nell'acquisto a patto che il patrimonio fosse messo a disposizione della collettività. Il Comune ha aggiunto i 1.500 euro che mancavano per raggiungere il prezzo stabilito dal collezionista e il materiale ora è a disposizione di ricercatori e studiosi, con la possibilità di darne accesso alle università.

CITTADINO DEL MONDO - Riccardo Gualino è stato una figura centrale nel mondo dell'impresa italiana: nato a Biella, ma cittadino del mondo (una delle sue prime attività fu il commercio di legnami con la Romania), fu vicepresidente della Fiat, fondatore della Snia, azienda pioniera nella creazione di fibre tessili sintetiche, e della Venchi, marchio ancora oggi presente tra i produttori italiani di cioccolato. Il mondo dell'arte gli deve molto: sostenitore di Felice Casorati e del gruppo dei «Sei di Torino», produttore cinematografico e fondatore della Lux Film, proprietario del teatro di Torino, grande amico dello scrittore, sceneggiatore e regista Mario Soldati. La collezione Gualino, che raccoglie le opere d'arte che acquistò in vita, venne da lui stesso donata alla Galleria Sabauda di Torino. La Venere attribuita alla bottega di Botticelli è stata ospite del Museo del Territorio nel 2014, quando la Sabauda era chiusa per ristruttirazione.