23 maggio 2018
Aggiornato 05:00
Territorio

«Turismo per tutti», il workshop del Gal Montagne Biellesi

Gianni Ferrero, direttore della Consulta per le persone in difficoltà e segretario di Isitt, Istituto italiano turismo per tutti, ha presentato alcune cifre sulla nuova frontiera del turismo accessibile

«Turismo per tutti», il workshop del Gal Montagne Biellesi (© ANSA)

BIELLA - Il Gal Montagne Biellesi ha ospitato martedí pomeriggio un interessante approfondimento sull’accessibilità in campo turistico. Gianni Ferrero, direttore della Consulta per le persone in difficoltà e segretario di Isitt, Istituto italiano turismo per tutti, ha presentato alcune cifre che permettono di riflettere, e far riflettere gli operatori e i tour operator presenti, sulla nuova frontiera del turismo accessibile sia dal punto di vista dell’utilizzatore sia da quello dei tour operator coinvolti. Cosa più importante, sono stati diffusi i risultati di un’indagine effettuata con un gruppo di tour operator che organizzano incoming all’interno dei territori del Gal Valli Canavesi, Valli di Lanzo e naturalmente sulle Montagne Biellesi.

«E’ importante - commenta Ferrero - creare quella rete che mi piace definire la catena dell’accessibilità». Creare reti tra le strutture perché è importante portare turismo nei territori e fare pacchetti su misura a prescindere dalla disabilità. Per andare contro l’omologazione, poi, oggi in particolare è necessario costruire pacchetti turistici su misura». Gli fa eco il direttore del Gal Montagne Biellesi Michele Colombo: «Il nostro obiettivo è creare dei pacchetti sul turismo accessibile perché chi fa accoglienza ha bisogno dell’utenza e siamo convinti che questo tema abbia delle grandi potenzialità», introduce Michele Colombo che poi prosegue: «La giornata di oggi è un altro piccolo passo che abbiamo avviato con il Gal Valli di Lanzo e Canavese sul 'Turismo per tutti'. Da adesso in poi, per coloro che sono interessati, il Gal partirà con l’idea di far lavorare assieme gli operatori dei tre territori».

Il contesto europeo offre una prima riflessione. Il 60% degli europei viaggia e il 15% di essi ha disabilità. Se poi si considerano anche gli anziani e quelli con disabilità momentanea, il numero sale a toccare la quota di 145milioni di europei. Su che mete? Il  26% predilige posti nuovi, il 43% ama tornare negli stessi posti, mentre il 21% in un posto cui è stato alcune volte in passato: i turisti con disabilità sono mediamente abitudinari e solo moderatamente curiosi di nuove mete. Un dato che differisce un po’ dalle aspettative riguarda poi la stagionalità della domanda. Conclude Ferrero: «Solo il 29% sceglie la bassa stagione. Mentre l’11% fa vacanza per lunghi periodi sia in bassa che in alta stagione. Un dato che disattende il luogo comune per il quale il turista anziano o con disabilità costituisce una fonte di prolungamento della stagione turistica».
Chi ha necessità specifiche fa mediamente vacanze più frequenti e lunghe, ama l’auto, la cultura e la montagna. Si tratta di un popolo in movimento che vale, in termini economici, 35 miliardi di euro l’anno: un numero che dovrebbe spronare l’industria del turismo a muoversi in questa direzione. Ed è uno dei motivi per cui i tre Gal stanno lavorando sul tema.

Interessantissimo lo studio commissionato a Cpd che ha interessato i tour operator.
L’86% dei tour operator intervistati dichiara di lavorare con i clienti con disabilità. In generale i tour operator stranieri sono più specializzati degli italiani nel settore (offrono pacchetti il 64% di essi). «Vi è un forte interesse sul turismo per tutti da parte dei tour operator nord europei e americani. E poi c’è lo sviluppo delle agenzie di viaggio. Negli Usa è appena stata promossa una formazione a 18.000 agenzie per realizzare pacchetti sulla disabilità» aggiunge la presidenze di Isitt Daniela Virgilio. I tour operator intervistati dimostrano un alto interesse per i territori del Biellese, Canavese e Lanzo, con percentuali che vanno dall’84% al 89% ma servono strutture e proposte accessibili. Anche immaginando questo risultato è nata la sensibilizzazione dei tre Gal che poi si traduce, oltre che alla formazione, anche con la pubblicazione di un bando, che per il Gal biellese scadrà il 31 luglio, sullo sviluppo delle strutture ricettive.