18 giugno 2018
Aggiornato 01:30
Cronaca | Politica

Tav e Ilva, Pichetto: «I 5 Stelle ci vogliono tutti più poveri»

Il coordinatore regionale di Forza Italia: «Condannare l'Italia alla marginalità per rincorrere i voti dei comitati del No a tutto è un fatto gravissimo»

Manifestante No Tav (© ANSA)

BIELLA - «Le posizioni antieconomiche e antistoriche su grandi opere e chiusura dell'Ilva confermate ieri ad Ivrea da Luigi Di Maio come centrali nel ‘contratto’ dimostrano che il Movimento Cinque Stelle non ha la maturità per assumere incarichi di governo. Condannare l'Italia alla marginalità per rincorrere i voti dei comitati del No a tutto è un fatto gravissimo». Ad affermarlo il coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte, Gilberto Pichetto.

CONFIDO NELLA LEGA - Il senatore di Forza Italia conclude: «Un tempo la rincorsa ai voti dei comitati del no veniva praticato dall'estrema sinistra che raccoglieva un 3/6% di consensi; ora purtroppo questa parte la recita un partito che prende il 32% e pretende di essere vissuto come responsabile e forza di governo. Non posso che dirmi preoccupato e confidare che la Lega non stia a questo gioco chiarendo sin da subito che la politica dei due forni, giocata durante le consultazioni da Di Maio, non si può ripetere nella realizzazione del ‘contratto di governo’: una situazione del genere sarebbe deleteria per l'Italia e soprattutto consentirebbe al Movimento di governare come vuole, utilizzando però una parte dei voti del centrodestra al bisogno».