15 dicembre 2018
Aggiornato 07:30

«Il Patto della Montagna», due nuove proiezioni per il film biellese

Una vicenda che merita di essere vista e rivista quella del primo storico accordo per la parità di salario tra uomo e donna a livello europeo. Un pezzo di storia imprescindibile per il nostro territorio e per tutta l'Italia
Il Patto della Montagna, due nuove proiezioni per il film biellese
Il Patto della Montagna, due nuove proiezioni per il film biellese («Il Patto della Montagna»)

BIELLA – «Il Patto della Montagna» torna nei cinema biellesi e non solo. Saranno tre le proiezioni del film di Manuele Cecconello e Maurizio Pellegrini sul territorio e non solo: il 24 maggio appuntamento a Ponzone, al Cinema Giletti, alle 21, il 28 maggio a Candelo al Cinema Verdi alle 21 e alle 21.30, il 2 giugno a Milano al Cinema Beltrade alle 20.30 e prossimamente anche a Roma, Brescia e Bolzano.

La storia
«Il Patto della Montagna» è il primo atto in europa con cui si stabilisce la parità retributiva tra uomo e donna. In piena guerra, nel ’44-’45, a Biella, durante la Resistenza, di nascosto dal potere fascista si ritrovano imprenditori, operai e partigiani e firmano un accordo che permette di mantenere attive le fabbriche tessili e migliorare le condizioni di lavoro, affermando parità retributiva a parità di lavoro. Una conquista che diverrà nazionale ed europea solo negli anni Sessanta. Una metafora per l’oggi che, in ben altra crisi, deve ritrovare il senso del futuro e del patto sociale. Il film racconta come la qualità dei prodotti tessili biellesi si radichi nella qualità delle relazioni produttive. Oggi l’Alta Moda internazionale prende i tessuti più fini a Biella perché qui la storia delle relazioni tra imprenditori e lavoratori ha costruito un ambiente favorevole alla specializzazione, alla competizione e alla creatività. Assieme alla risorsa acqua, tra le più leggere in Europa, uomini e storia hanno creato un prodotto unico.

I protagonisti
A raccontare quei momenti carichi di significato all'interno del film troviamo: Argante Bocchio (classe 1924), operaio, antifascista iscritto alla cellula comunista clandestina del suo comune, Mezzana Mortigliengo (Biella) già in giovanissima età nel 1943, poi partigiano del distaccamento «Pisacane», operativo nel Biellese orientale, vice comandante della XII divisione Garibaldi «Piero Pajetta Nedo». Guidò la formazione partigiana che sorvegliò e protesse la firma del Patto della Montagna a Coggiola. Dopo la Liberazione, dal 1950 al 1957 fu rifugiato prima in Cecoslovacchia e poi in URSS a causa del suo coinvolgimento in un procedimento giudiziario, da cui fu prosciolto, che ebbe come principale imputato Franco Moranino, leader della Resistenza biellese. Quella di Bocchio è una storia costellata da grandi tormenti provocati dalle tragedie delle guerre, dalle speranze e dalle sconfitte che le ideologie del secolo scorso hanno provocato. Nino Cerruti, classe 1930, è uno dei grandi protagonisti della moda maschile italiana da quasi cinquant’anni. Cresciuto nel Lanificio Fratelli Cerruti fondato nel 1881, nel 1950 prende in mano le redini dell’azienda. Avvia la confezione di abiti sartoriali maschili e nel ’67 a Parigi fonda la Cerruti 1881con una boutique in Place de la Madelaine. I tessuti provengono dal suo lanificio che mantiene la sede di Biella; in quegli anni con Nino lavora come assistente Giorgio Armani. Lo stile di Cerruti in poco tempo conquista i personaggi del jet set internazionale, per quel piglio rilassato ed elegante al tempo stesso. Christian Pellizzari, nato a Treviso nel 1981, comincia a disegnare e cucire abiti fin da giovanissimo, dedicando la sua vita al sogno di diventare stilista. Dopo gli studi presso il Polimoda di Firenza, collabora per quattro anni con Tonello, dove sviluppa la sua passione per la giacca da uomo, sia casual sia formale. Un motivo ricorrente nelle sue collezioni. Christian approfondisce poi le tecniche sartoriali trasferendosi a Parigi e grazie all’esperienza presso la maison Vionnet e poi lavorando per Jay Ahr. Nel 2010 realizza il sogno di lanciare una linea con il suo nome e inizia a presentare le sue prime collezioni proprio a Parigi. Un virtuoso del tessuto, che dimostra già una maturità proponendo un total look in cui la giacca è protagonista declinata con i materiali più diversi tweed, lana, alpaca, cachemire e seta per arrivare ai pezzi più eccentrici dove il nylon e il poliestere si fondono con le fibre naturali e la pelle. VEDI IL VIDEO: https://vimeo.com/265346156