24 settembre 2018
Aggiornato 10:00

Tariffe dei servizi comunali, in Italia salgono ma a Biella calano

Il caso rincari è scoppiato dopo l'analisi di un'associazione di categoria. Ecco i dati che dimostrano che il nostro è un comune virtuoso
Tariffe dei servizi comunali, in Italia salgono ma a Biella calano
Tariffe dei servizi comunali, in Italia salgono ma a Biella calano (Diario di Biella)

BIELLA – La nostra città è in controtendenza rispetto alla media dei comuni italiani per quanto riguarda le tariffe dei servizi: mentre uno studio della Cgia di Mestre accusa i municipi di aver sopperito con rincari a trasporti, mense e asili nido ai tagli alle risorse imposti dai governi, in città le stesse tariffe, nel periodo considerato dallo studio, sono calate o sono rimaste invariate.

Lo studio
L'associazione degli artigiani e piccole imprese della città veneta, non nuova ad analisi su parametri economici non solo delle amministrazioni pubbliche, ha preso in considerazione quello che è accaduto nei Comuni italiani tra il 2015 e i primi quattro mesi del 2018, ovvero da quando un provvedimento del governo ha imposto il blocco agli aumenti delle imposte locali. «Molti amministratori - ha osservato il coordinatore del centro studi della Cgia Paolo Zabeo - hanno continuato ad alimentare le proprie entrate agendo sulla leva tariffaria, incrementando le bollette della raccolta dei rifiuti, dell’acqua, le rette degli asili, delle mense e i biglietti del bus». Il rincaro medio in Italia è stato del 5,6%, tre volte tanto il tasso di inflazione.

La situazione in città
A Biella, al contrario, il saldo è negativo, perché nello stesso periodo le tariffe sono rimaste stabili o sono addirittura calate. È il caso delle rette degli asili nido e delle mense scolastiche che, proprio a partire dal 2015, hanno subito un ritocco verso il basso rispettivamente di 20 euro mensili e di 0,50 euro a pasto. E così, se la media italiana per le mense parla di un rincaro del 4,5%, a Biella i ribassi passano dal -8,5% al -48%, più alti per le famiglie meno abbienti, senza contare l'introduzione della gratuità per la fascia di reddito più bassa. Lo stesso vale per gli asili: +5,1% in Italia, da -4,8% a -25,3% a Biella, anche in questo caso con sconti in proporzione più alti per chi ha redditi più bassi. Il -9,1% della tariffa rifiuti (a fronte di un +1,7% in Italia) è calcolato sulla spesa totale per lo smaltimento in città, in costante calo proprio dal 2015, sul cui ammontare si calcola il dovuto a carico dei cittadini. Il -2% delle tariffe per l'acqua potabile è frutto delle nuove politiche del Cordar, che ha deciso di investire su risparmi per i cittadini parte dei ricavi. Lo zero nel costo dei biglietti del bus urbano, fermo a 1,20 euro per 60 minuti di corsa, è destinato a un segno meno virtuale quando entrerà in funzione la funicolare, che diventa gratuita e non più a pagamento. E non ci sono state variazioni nemmeno in quelle piccole tariffe che il Comune richiede per il rilascio di certificati, l'apertura di pratiche e l'ottenimento di documenti, quelle che nel resto dell'Italia sono a +88%.