18 giugno 2018
Aggiornato 07:30

Le ricette di una volta, come preparare un perfetto «Ris e riundele»

Riso e malva sono gli ingredienti principali di questo delicato primo piatto della tradizione del nostro territorio. Ecco quali sono le sue prorpietà benefiche e come si cucina a regola d'arte

Le ricette di una volta, come preparare un perfetto «Ris e riundele» (© Gina Vescovi - shutterstock.com)

BIELLA - Un primo della tradizione contadina che da piatto povero, come molto spesso accade, diventa prelibato piatto gourmet. La sua ricetta è tipica del nostro territorio: «Ris e riundele» per chi non mastica il piemontese riso e malva. Il piatto unisce due realtà ben distinte che da sempre si sono completate a vicenda: il riso che proviene dalle vicine pianure e la malva, pianta erbacea perenne dalle innumerevoli proprietà che ben si adatta alle nostre montagne pendii.

Le proprietà della malva
La malva, come molti sanno, è ottima per le sue proprietà medicamentose tanto che la tradizione popolare ne interpretava il nome come «mal – va»: male vattene. Il nome però deriva dal greco malacos che significa molle. Tornando in cucina, la malva era conosciuta già ai tempi degli antichi greci e romani i quali la utilizzavano non solo come erba medicinale ma anche e soprattutto come gustosa verdura: le foglie e i germogli di malva venivano utilizzati sia per le tisane e benefiche applicazioni sulla pelle, sia per insalate, zuppe e altri deliziosi piatti. Celebre il pasticcio di malva di cui tanto ghiotto andava Cicerone e che costò al grande oratore una solenne indigestione e una potente diarrea. Non bisogna dimenticare che tra le numerose proprietà della malva c'è anche quella lassativa.

La ricetta
Ecco come preparare uno squisito piatto di Ris e riundele per 4 fortunati commensali.

Ingredienti:
400 grammi di riso
Una piccola cipolla
burro o olio
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
50 grammi di toma biellese grattugiata
2 litri di brodo
2 o 3 manciate di foglie di malva e se possibile qualche fiorellino

Preparazione:
Raccogliete la malva al mattino quando è ancora bagnata di rugiada; private le foglie del gambo, lavatele e sbollentatele. In una casseruola rosolate in metà dose di burro o d'olio la cipollina tritata, aggiungete il riso, mescolando, fino a quando lo sentite asciutto, bagnate con il vino bianco, che lascerete evaporare fino a non percepire più il sentore dell'acool, aggiungete la malva tritata grossolanamente, lasciate insaporire e unite 2 mestoli di brodo bollente; mescolate sempre e, quando questo sarà quasi assorbito, aggiungetene altri 2 mestoli. Questa operazione dovrà essere ripetuta fino alla completa cottura. A fine cottura, spegnete il fuoco, aggiungete la noce di burro, il formaggio grattugiato, mescolate e lasciate mantecare qualche minuto, quindi decorate con qualche petalo e servite. Naturalmente se non avete la possibilità di cogliere la malva direttamente dai prati potete utilizzare quella secca che si trova in commercio. Bene cosa ne dite? Spero sia di vostro gusto; augurandovi buon appetito vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana.