20 agosto 2018
Aggiornato 22:00

I sentieri del Biellese: quattro passi sul Poggio Frassati

Le bellezze naturali non sempre sono da cercare in luoghi esotici. Il nostro territorio è costellato di piccoli angoli di paradiso. Noi abbiamo chiesto il parere di un esperto per raccontarvene alcuni. Ecco il primo
I sentieri del Biellese: quattro passi sul Poggio Frassati
I sentieri del Biellese: quattro passi sul Poggio Frassati (Corrado Martiner Testa)

BIELLA – Maggio e giugno sono i mesi migliori, anche per i non esperti, per ricominciare con le escursioni all'aria aperta. A questo proposito ecco i consigli dell'esperto di montagna Corrado Martiner Testa, autore della guida «Passeggiate sulle montagne del Biellese» edito dalla Blu Edizioni di Torino», sulle passeggiate più caratteristiche e adatte a tutti sulle alture del nostro territorio.

Poggio Frassati - quota 1961 di Costa Muanda
Facile percorso, vario ed appagante che si snoda su tratti di mulattiera e di strada sterrata fino al Pian di Gè e successivamente per sentiero ben segnalato. Nella parte alta dell'itinerario si attraversa la piccola conca dove è posto il minuscolo ma caratteristico laghetto della Mora, nelle cui acque si specchiano le montagne formanti la testata della valle Oropa. Oltre che nei mesi estivi l’itinerario è frequentato anche in inverno con sci o ciaspole.

Cascina Mora

Cascina Mora (© Corrado Martiner Testa)

Note tecniche
partenza: Oropa (piazzale Funivia) (1180 m)
difficoltà: Medio - Bassa
dislivello in salita: 781 m
tempo di percorrenza: ore 1,50
segnavia: D11-D33-D2

Accesso e parcheggio
Giunti a Oropa, la strada prosegue a lato del Santuario e dopo aver superato la nuova Basilica raggiunge in breve gli ampi parcheggi in prossimità della stazione di partenza della funivia Oropa-Lago, dove giunge da Oropa-Sport la pista sciistica Ico Busancano,.

Laghetto Mora

Laghetto Mora (© Corrado Martiner Testa)

Itinerario
Alla sinistra degli ampi parcheggi, superata l’area camper, si segue uno sterrato (pista da fondo durante la stagione invernale) che in breve si immette nella Via Crucis e raggiunge la cappella del Paradiso. La via rasenta il muro a monte del Sacro edificio e prosegue a moderata pendenza attraverso il rado bosco. Dopo un lungo rettilineo, prima che la pendenza della carrareccia aumenti, si prende a sinistra la vecchia mulattiera che ripidamente, sale il fitto bosco fino ad incrociare nuovamente lo sterrato una cinquantina di metri più a monte. (Si può anche seguire la strada che, a pendenza meno sostenuta, dopo un tornante, riceve da valle la mulattiera sopra citata.) Si prosegue sullo sterrato che compie due brevi risvolti e continua in diagonale a pendenza costante. Dopo altri due tornanti tra la vegetazione si raggiungono gli ampi pascoli sottostanti la cascina Pian di Gè. Si sottopassa la linea ENEL che porta elettricità alle casere e si prosegue in diagonale su pendii aperti godendo di un bel panorama verso la pianura. Quando lo sterrato piega leggermente a destra, si lascia a sinistra il sentiero D12 per la cascina del Trucco e l’alpe Giassetti e si abbandona momentaneamente la stradina per prendere il sentiero che sale a destra tra i prati (targhetta D11 e ometto di pietre). Si raggiunge un poggio dove il sentiero rientra nello sterrato ed in breve si tocca una panoramica spianata (ore 0,45). Si lascia a sinistra l'interpoderale per la vicina alpe Pian di Gè (1536 m) e a destra la mulattiera per il lago delle Bose (proseguimento del sentiero D11) e si imbocca il sentiero D33 che risale un ampio dosso e con panoramico percorso porta alla piccola conca dove è posto il grazioso laghetto della Mora (1726 m) (ore 0,30 tot. ore 1,15). Proseguendo ancora nella stessa direzione si tocca la bella cascina Mora (1774 m) (ore 0,10 tot. ore 1,25). Alla baita termina il sentiero D33 e si incrocia il D2 proveniente dalla strada panoramica Oropa-Andrate (Tracciolino). Da qui esistono due possibilità per raggiungere la nostra meta. La prima consiste nel proseguire verso destra in direzione del monte Mucrone con il sentiero D2 che raggiunge e risale un ripido dosso ed allungandosi ancora a destra porta sullo spartiacque Oropa-Elvo nei pressi dell’ampia depressione posta a nord della quota 1961 della Costa Muanda. Volgendo a sinistra si tocca in pochi minuti la quota 1961 da cui compare poco più in basso il Poggio Frassati. In alternativa a quanto sopra descritto è possibile seguire le tracce che, dalla Cascina Mora, proseguono verso sinistra e conducono all'ampio ed arrotondato crinale che sale dalla cascina Giassetti. Si volge a destra ed in breve il nostro dosso si fonde con quello proveniente dal Piano Colombano lungo il quale si snoda il sentiero contrassegnato con il segnavia D41 (Sentiero Frassati). Seguendo il nuovo segnavia si prosegue in direzione del monte Mucrone aggirando ora a destra, ora a sinistra brevi tratti rocciosi e con un'ultima breve salita a sinistra di un roccione si raggiunge il grande ometto di pietre sormontato da una piccola croce vicino al quale è stato eretto l'altare dedicato al beato Pier Giorgio Frassati. Sul basamento dell'altare una targhetta "Poggio Beato Pier Giorgio Frassati -30 Settembre 2000" ed una preghiera. Poche decine di metri oltre, in corrispondenza della quota 1961 della Costa Muanda, su un ometto di pietra è posta la targa a ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II ad Oropa.(ore 0,25 tot. ore 1,50). Il ritorno per la via di salita comporta ore 1,10. In alternativa, impiegando lo stesso tempo, si può scendere lungo il primo tratto del D41 e poi seguire la dorsale di sinistra andando ad incrociare il sentiero D12 poco a monte della cascina Giassetti. Superato questo primo alpeggio si attraversa il valloncello drenato dal rio delle Cavalle e si raggiunge la cascina del Trucco poco oltre la quale si ritorna sulla via di salita.

Pian di Gè

Pian di Gè (© Corrado Martiner Testa)