10 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Il metodo Montessori per l’Alzheimer: l'ospedale degli Infermi è il primo in Italia

In reparto un ambiente familiare che aiuta i pazienti affetti dalla patologia degenerativa a mantenersi attivi. ​​​​​​​È la prima esperienza In Italia di applicazione di questo metodo all’interno di un ospedale pubblico in uno spazio dedicato
Il metodo Montessori per l’Alzheimer all'ospedale degli Infermi
Il metodo Montessori per l’Alzheimer all'ospedale degli Infermi (Asl Bi)

BIELLA - È stato presentato venerdì 25 Maggio, al termine di una mattinata iniziata con un incontro scientifico dedicato alla geriatria biellese, il nuovo allestimento di «Montessori incontra Alzheimer» predisposto all’interno del reparto diretto dal dott. Vito Marinoni. Una sala che grazie all’uso di strumentazione concesse in comodato d’uso all’Asl di Biella vedrà l’applicazione del metodo Montessori per i trattamenti di demenze e patologie come Alzheimer.

Il metodo Montessori per l’Alzheimer all'ospedale degli Infermi

Il metodo Montessori per l’Alzheimer all'ospedale degli Infermi (© Asl Bi)

La prima esperienza in Italia
È la prima esperienza In Italia di applicazione di questo metodo all’interno di un ospedale pubblico. Sperimentato già in alcune case di riposo, è stato dimostrato che così come efficace è la logica di Maria Montessori di ricreare un ambiente in grado di favorire lo sviluppo della libera scelta del bambino; allo stesso modo è possibile applicare tale metodo anche nei contesti in cui si va a lavorare con gli anziani: organizzando l’ambiente e il metodo di lavoro per favorire il benessere delle persone che lo vivono. Tutto ciò consente di aiutare le persone affette da demenze a mantenere e sviluppare l’autonomia che ancora c’è .

Il metodo Montessori per l’Alzheimer all'ospedale degli Infermi

Il metodo Montessori per l’Alzheimer all'ospedale degli Infermi (© Asl Bi)

Il libro
Un progetto quello denominato «Montessori incontra Alzheimer» - diventato un libro a cura di Annalisa Perino e Ruggero Poi con interventi dei geriatri che hanno seguito la prima sperimentazione (dott. Debernardi, dott.ssa Bertone, Dott.ssa Ortone) - e frutto di studi iniziati già nel vecchio ospedale nel 2013. Portata avanti in collaborazione con Lions Club Biella e Aima Biella, associazione italiana Malati di Alzheimer, la ricerca ha permesso di comprendere come garantire un ambiente rispettoso della fragilità possa riattivare interessi e generare miglioramenti. Lo spazio allestito in reparto diventa, così, familiare e capace di suscitare stimoli: dalla fisioterapia autogestita, all’applicazione di lavori tipici della vita pratica. «Questo allestimento – sottolinea il dott. Marinoni – è essenziale nei nostri percorsi terapeutici e rafforza di certo il percorso di attenzione, costruito all’interno dell’Asl di Biella, verso le persone affette da demenze: dal centro della memoria, con una impostazione che punta ad allenare la mente, a questa nuova applicazione pratica di cui i pazienti potranno beneficiare direttamente in reparto».