15 novembre 2018
Aggiornato 16:00

Biella, la Cena in Bianco 2018 non si farà

La città attendeva da due anni la quarta edizione della «candida» manifestazione ma anche quest'anno non si farà: troppe restrizioni sulla sicurezza
Biella, la Cena in Bianco 2018 non si farà
Biella, la Cena in Bianco 2018 non si farà (Alessandro Bertolin & Alessandro Lale Gamba)

BIELLA – Non ci sarà nemmeno quest'anno l'evento che avrebbe vestito di bianco la nostra città per quarta volta. La causa è da attribuire alla circolare Gabrielli che è da poco stata approvata e che prevede regole molto restrittive in materia di sicurezza per gli eventi pubblici. Anche lo scorso anno la cena in bianco non si era tenuta a causa dei fatti accaduti durante la finale di Champions League in piazza San Carlo che provocarono 1500 feriti e purtroppo un decesso. La promessa della Pro loco di Biella era un arrivederci al prossimo anno, ma anche il 2018 non vedrà realizzarsi l'evento. «Aspettavamo tutti questo momento con trepidazione, ma le regole dettate dalla circolare Gabrielli rendono impossibile la realizzazione di manifestazioni come questa» spiega Christian Clarizio presidente della Pro loco di Biella.

La Cena in Bianco a Biella
La prima edizione biellese della Cena in Bianco si tenne nel 2014 e venne realizzata in piazza Monsignor Rossi (davanti al Battistero) alla presenza di mille persone. L'anno successivo (2015) il candido evento venne replicato al Piazzo, Piazza Cisterna. E nel 2016 per confermare il successo della manifestazione più di 1800 persone si presentarono a condividere la cena in compagnia di bianco vestite in piazza Duomo. 

La circolare nel dettaglio
Tra i divieti imposti dalla circolare Gabrielli quelli di utilizzare bottiglie e bicchieri in vetro, coltelli d’acciaio, insalatiere di ceramica ci sono poi veti sulla disposizione dei tavoli che rendono impossibile l'organizzazione di questo genere di eventi. Ed ancora nella circolare sono presenti diverse altre regole: dai controlli di sicurezza attraverso personale specializzato, fino ai percorsi di accesso in grado di garantire il deflusso, per arrivare all'individuazione di aree di «filtraggio» per effettuare ulteriori controlli sulle persone ed ancora alla possibilità di posizionare barriere per bloccare l’accesso agli automezzi e che però debbano essere rimosse velocemente per consentire l’accesso delle ambulanze.