23 ottobre 2018
Aggiornato 05:00

Tombe profanate al cimitero di Cossila: corpi mutilati per un rito satanico

Era da tempo che, nel Biellese, non si registravano più casi legati a reali o pseudo sette sataniche
Tombe profanate
Tombe profanate (Shutterstock.com)

BIELLA - Proseguono, da parte dei carabinieri, le indagini per risalire agli autori della profanazione di due tombe avvenuta, la scorsa settimana, al cimitero di Cossila San Grato, a Biella. Chi ha agito doveva conoscere bene la zona, isolata e lontana da abitazioni, sul fondo di una piccola gola. Inoltre, non era la prima volta che compiva un atto così scellerato.

 Le lapidi delle salme, appartenenti a due donne decedute negli anni Sessanta, sono state smontate senza creare danni e le bare rivoltate, in modo da aprirle dalla parte posteriore, dove non erano zincate. Poi è arrivato l'orrore, in una notte di luna piena. I corpi, decomposti dal tempo, sono stati in parte mutilati, per poi procedere, pare, a un rito satanico all'interno del camposanto, dove sarebbe stato trovato un pentacolo al centro di un cerchio. Ad agire non meno di quattro persone, magari alcune provenienti da fuori provincia, visto il peso delle bare. Giunte in auto, potrebbero essere state riprese dalle telecamere di video sorveglianza che si trovano lungo la strada che porta al cimitero. Era comunque da tempo che, nel Biellese, non si registravano più casi legati a reali o pseudo sette sataniche. Episodi di questa gravità, però, non erano mai avvenuti o comunque non se ne aveva avuta notizia. E non è nemmeno da escludere che il villipendio sia stato messo in atto anche per procurarsi materiale umano da utilizzare a scopo rituale, per preparare pozioni, filtri e amuleti.